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Corruzione e truffa. Pesanti accuse a carico di un imprenditore e cinque agenti della Forestale

by Redazione
23 Agosto 2017 15:34
in Cronaca
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Sono pesanti, pesantissime le accuse che gravano su sei indagati che sono stati raggiunti in queste ore da un’ ordinanza di custodia cautelare messe in atto dai carabinieri di Brindisi.  Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura, ha quindi raggiunto sei persone ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio, nonché concorso in abbandono incontrollato di rifiuti, peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Accuse che pesano come macigni.
 
Il provvedimento restrittivo prevede due persone in carcere, le altre 4 ai domiciliari.  Nei guai sono finiti cinque appartenenti al Corpo Forestale dello Stato – tutti effettivi all’epoca dei fatti contestati presso la Stazione di Brindisi – e di un imprenditore edile locale.
 
Nel corso della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, sono stati resi noti tutti i nomi degli indagati che ora dovranno difendersi da quanto loro contestato.
Quattro degli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno origini salentine e vengono dalla provincia di Lecce. Si tratta di Vittorio Greco – l’imprenditore edile coinvolto -, Gianfranco Asciano, Domenico Galati, Giovanni Bray, Massimo Rosselli, Giovanni Rosselli.
 
L'indagine del magistrato titolare, il Pubblico Ministero  Milto De Nozza era partita dalla denuncia di un imprenditore, che è tra gli indagati, e si è sviluppata tra l'agosto del 2013 e il mese di luglio del 2014.“

In tre sono rimasti a piede libero, non essendo state ritenute concrete e attuali le esigenze cautelari e si tratta sono i due figli dell’imprenditore Vittorio Greco, che risultano soci, e un collega di questi.

Sono pesanti, pesantissime le accuse che gravano su sei indagati che sono stati raggiunti in queste ore da un’ ordinanza di custodia cautelare messe in atto dai carabinieri di Brindisi.  Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della locale Procura, ha quindi raggiunto sei persone ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e rivelazione di segreto di ufficio, nonché concorso in abbandono incontrollato di rifiuti, peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Accuse che pesano come macigni.
 
Il provvedimento restrittivo prevede due persone in carcere, le altre 4 ai domiciliari.  Nei guai sono finiti cinque appartenenti al Corpo Forestale dello Stato – tutti effettivi all’epoca dei fatti contestati presso la Stazione di Brindisi – e di un imprenditore edile locale.
 
Nel corso della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, sono stati resi noti tutti i nomi degli indagati che ora dovranno difendersi da quanto loro contestato.
Quattro degli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno origini salentine e vengono dalla provincia di Lecce. Si tratta di Vittorio Greco – l’imprenditore edile coinvolto -, Gianfranco Asciano, Domenico Galati, Giovanni Bray, Massimo Rosselli, Giovanni Rosselli.
 
L'indagine del magistrato titolare, il Pubblico Ministero  Milto De Nozza era partita dalla denuncia di un imprenditore, che è tra gli indagati, e si è sviluppata tra l'agosto del 2013 e il mese di luglio del 2014.“

In tre sono rimasti a piede libero, non essendo state ritenute concrete e attuali le esigenze cautelari e si tratta sono i due figli dell’imprenditore Vittorio Greco, che risultano soci, e un collega di questi.
Tags: truffa-corruzione

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