Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

Costrinse sei rumene a prostituirsi, Rom di nazionalità italiana condannato a sette anni

by Angelo Centonze
10 Giugno 2015 21:34
in Cronaca
0

Una squallida vicenda di minacce, insulti e percosse che giunge alla conclusione con la sentenza di condanna del suo presunto protagonista. I giudici del collegio della prima sezione penale, presieduto da Gabriele Perna, hanno condannato il 32enne Gennaro Hajdari, di etnia Rom, nato a Palermo ma residente nel "Campo Panareo" di Lecce, alla pena di anni sette ed al pagamento della multa di 5.600 euro, confermando la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le accuse erano di "sfruttamento della prostituzione", "tentata estorsione" e "lesioni", con l'aggravante del porto illegale di arma da fuoco e da taglio.

Questo pomeriggio, difatti, si è tenuta la discussione del processo, in cui il Pubblico Ministero Paola Guglielmi aveva invocato una condanna a sei anni. I difensori di Hajdari, gli avvocati Federico Mazzarella De Pascalis ed Antonio Savoia ne avevano chiesto l'assoluzione, poiché l'impianto accusatorio era a loro parere, fondato esclusivamente sulle dichiarazioni di tre prostitute, rese ai carabinieri in fase d'indagini preliminari, mentre in sede dibattimentale soltanto una ragazza avrebbe testimoniato, senza però riconoscere Hadjari. Gli avvocati Mazzarella e Savoia, inoltre, hanno sollevato una questione d'incostituzionalità in merito alla conferma della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, rilevando un'ingiustizia, nel fatto che, non essendoci in questo momento la disponibilità dello strumento detentivo in questione, il loro assistito deve, invece, sottoporsi ad un regime detentivo in carcere che non è stato, in realtà, mai stabilito, né in sede di Riesame  né tantomeno con la sentenza odierna.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 32enne, assieme ad un altro soggetto non identificato, avrebbe fino al giugno 2014, allestito un sistema dedito ad ottenere profitto dall'attività di prostituzione di sei cittadine rumene, in località come Trepuzzi e Torre Lapillo. Per ottenere l'ingiusto guadagno, quantificabile nella somma di 200 euro a settimana per ognuna di esse, l'uomo avrebbe ricorso a violenze di ogni tipo: da espressioni ingiuriose, come "ti sparo" a percosse consistite in schiaffi, spintoni e lesioni, anche attraverso l'utilizzo di coltello e pistola (una di loro ha riportato in un'occasione, un trauma contusivo al braccio ed all'avambraccio destro e varie ferite sia al viso che su altri parti del corpo), fino ad arrivare alla "promessa" di non farle continuare a lavorare o minacciandole di morte, nel caso in cui non gli avessero consegnato il denaro.

L'inchiesta è partita dalla denuncia delle ragazze, anche se il proseguo dell'attività investigativa  ha avuto un "intoppo", poiché alcune di loro, hanno lasciato l'Italia, risultando irreperibili, e soltanto una di loro ha testimoniato nel corso del processo.

Tags: sfruttamento-della-prostituzione
Previous Post

Stanca di sette anni di maltrattamenti da parte del marito trova il coraggio di denunciarlo

Next Post

Nasce Viaggiareinpuglia.it, il turismo diventa interattivo

Ultime Notizie

Attualità

Al “Vito Fazzi” in funzione la nuova stanza per le biopsie in Oncologia Medica

by Redazione

Attivata all'Ospedale Vito Fazzi di Lecce la nuova stanza biopsie di Oncologia Medica. Un progetto virtuoso firmato dalla Dott.ssa Silvana...

Il Tribunale di Viale De Pietro

Inchiesta sui maltrattamenti ai danni di Roberta Bertacchi. Al via il processo per ex fidanzato. 

Truffe telefoniche, più di 12mila euro sottratti con il raggiro del finto operatore bancario. Cinque denunce

Spaccio a Castrignano del Capo, arrestati due uomini dai Carabinieri con cocaina e un robot da cucina usato come raffinatore

Comune di Lecce, la Corte dei Conti promuove il Piano di riequilibrio. Disavanzo ridotto e obiettivi superati

“Picchiava sotto effetto di droga, la ormai ex compagna, anche quando era incinta”. Condannato a 5 anni

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026