‘Devoti’ ma ladri: tentano in tre di ripulire la Chiesa e finiscono nei guai

Arrestati tre giovani casaranesi, colti in flagranza di reato dai Carabinieri mentre stavano cercando di rubare da dentro la Chiesa di SS Cosma e Damiano situata a Neviano. Ora dovranno difendersi dall’accusa di tentato furto a aggravato in concorso.

Un’operazione che trae spunto dai numerosi furti consumati a danno di alcune chiese del Salento. Tutti messi a segno negli ultimi mesi, durante i quali sono stati asportati oggetti sacri e denaro custodito nelle relative sagrestie . I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Maglie, da alcune notizie acquisite, avevano appreso che a breve alcuni avrebbero “visitato” una chiesa del territorio di competenza della Compagnia di Maglie. Così nel corso della nottata, grazie anche alla collaborazione dei militari della Stazione di Neviano e della Compagnia di Gallipoli, è nato il sospetto che un gruppo potesse colpire una delle chiese del territorio Gallipolino. Predisposto, allora, un apposito servizio congiunto che ha consentito di cogliere in flagranza di reato tre malviventi.

Costoro, tutti casaranesi, intorno alla mezzanotte – dopo aver scavalcato la recinzione della chiesa di SS Cosma e Damiano, incappucciati con passamontagna, con guanti, torce, cacciaviti e un piede di porco – hanno tentato di forzare il portone di ingresso del luogo di culto, venendo immediatamente bloccati dai carabinieri che nel frattempo si erano precipitati sul posto (anche grazie ad un preventivo servizio di cinturazione dell‛area ove si conservava il sospetto che potesse verificarsi il furto). Le immediate perquisizioni personali effettuate a carico dell’impavido trio permettono così di rinvenire e sequestrare tutto il materiale atto allo scasso: passamontagna, guanti, torce nonché un coltello a serramanico. 

Le successive perquisizioni domiciliari effettuate a Casarano hanno permesso inoltre di rinvenire e sottoporre a sequestro a casa di uno degli autori una pistola tipo marca “bruni automatic” calibro 8 mm priva di matricola. E, raccontano gli operatori, modificata ma non funzionante poiché danneggiata. Presenti anche 11 cartucce cal. 7,65. a casa di un altro protagonista della vicenda, invece, una pistola dello stesso tipo, modificata con canna calibro 7,65, funzionante, con il caricatore inserito contenente 3 cartucce ed una busta in cellophane contenente ulteriori 11 cartucce del medesimo calibro.

Pertanto i tre giovani sono stati tratti in arresto con l’accusa – dalla quale ora dovranno difendersi – di tentato furto aggravato in concorso, possesso illecito di munizionamento e oggetti atti ad offendere, nonché per violazione in materia di armi e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

 I tre, su disposizione del P.M. di turno, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Lecce in attesa dell’udienza di convalida.



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