Fa sbarcare una famiglia irachena poi scappa. Pedinato via terra, scafista brindisino è stato arrestato

Ha fatto sbarcare una famiglia, probabilmente di nazionalità irachena nel Porto di Tricase, poi ha tentato la fuga via mare. Una pattuglia dei carabinieri però lo ha seguito via terra fornendo indicazioni sui suoi spostamenti alla guardia costiera. Arrestato

Uno sbarco ‘anomalo’ quello avvenuto nel primo pomeriggio di ieri al porto di Tricase. A raggiungere le coste salentine, infatti, non è stato un nutrito gruppo di migranti, ma una famiglia irachena, composta da cinque persone, giunta sulla terraferma a bordo di una piccola imbarcazione. Questi strani movimenti, fortunatamente, sono stati notati da alcuni passanti che hanno immediatamente chiamato il 112. Ricevuta la telefonata con la segnalazione, i Carabinieri del  Nucleo Operativo della Compagnia di Tricase si sono recati nel luogo indicato per  controllare cosa stesse realmente accadendo. Una volta giunti al Porto, i militari hanno raccolto le testimonianze dei presenti che non hanno esitato a fornire la loro collaborazione. Di più, un ‘fotografo amatoriale’ della zona aveva ripreso tutto con il suo cellulare.
 
Il repertino intervento delle forze dell’ordine, compresa una pattuglia dei Carabinieri di Spongano ha permesso di intercettare subito la famiglia, di origine irachena, composta da padre 45enne, madre 43enne e tre figli minori: un ragazzo 14enne e due ragazze di 15 e 8 anni. Il capofamiglia aveva un passaporto iracheno ed uno stato di famiglia su cui erano riportati i restanti componenti familiari.
 
Contemporaneamente la Radiomobile di Tricase, dalla costa, ha individuato la barca ed ha iniziato a seguirla per quanto possibile lungo la litoranea in direzione Sud, fornendo costantemente la posizione alla Capitaneria di Porto di Gallipoli. Poco dopo una motovedetta partita da Santa Maria di Leuca, grazie anche alle indicazioni date in diretta dai militari, ha intercettato e fermato la barca.
 
A bordo vi era solo Paolo Dell’Anno, 47enne di Brindisi e volto già noto alle Forze dell’Ordine. L’uomo è stato così portato sulla terraferma al Porto di Santa Maria di Leuca dove è stato preso in consegna dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Tricase e della Stazione di Castrignano del Capo che lo hanno sottoposto a fermo. Dopo le formalità di rito, il 47enne è stato accompagnato a Borgo San Nicola, dove si trova ora a disposizione dell’Autorità Competente.  Dell’Anno è ritenuto responsabile di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
 
La barca utilizzata per portare nel Salento la famiglia irachena che pare essere di proprietà di un altro brindisino è stata posta sotto sequestro insieme ad un tablet, un cellulare e tutta l’attrezzatura utilizzata per la navigazione.
 
Dall’esame della strumentazione sarà possibile capire la rotta seguita dal 47enne, ma i primi indizi conducono all’isola greca di Fanò come luogo di partenza. Quest’isola, situata nel Canale d'Otranto, è la più occidentale e vicina all’Italia, da cui dista solo 80 km.
 
La famigliola irachena, dopo le procedure di identificazione, è stata trasportata presso il centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto.



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