“Ho agito per legittima difesa”. Interrogato il 41enne indagato per tentato omicidio a Nardò   

L’indagato, finito in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto dichiarazioni spontanee per “scagionare” il figlio. Il ragazzo era stato sottoposto a stato arrestato con la stessa accusa e dopo l’udienza è stato trasferito in comunità.

Sostiene di avere aperto il fuoco per legittima difesa ed esclude qualunque tipo di responsabilità da parte del figlio nel ferimento di un 51enne di Nardò.

Questa mattina, dinanzi al gip Francesco Valente, presso il carcere di Borgo San Nicola, è stato sentito l’uomo finito in arresto per il tentato omicidio del 51enne che era intervenuto in strada per difendere l’ex moglie del 41enne. L’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto dichiarazioni spontanee per “scagionare” il figlio. Il ragazzo, di 15 anni, arrestato con la stessa accusa e posto nell’istituto di pena per minori, come disposto dal pm Paola Guglielmi della Procura per i minorenni, è stato interrogato, sempre oggi, ed ha risposto alle domande del gip, Paola Liaci, specificando come non fosse a conoscenza del fatto che il padre avesse addosso una pistola. A seguito di interrogatorio, il ragazzo, per il quale non è stato convalidato l’arresto, ha lasciato il carcere minorile, ma è stato collocato in una comunità.

Il gip Valente ha invece convalidato l’arresto del padre e applicato la misura del carcere, come richiesto dal pm Massimiliano Carducci.

I due indagati, entrambi originari di Copertino, ma residenti a Gallipoli, rispondono anche di porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni. I fatti, avvenuti attorno alle 17, risalgono al pomeriggio di Capodanno, in via Pompiliano, alla periferia di Nardò. I due ex coniugi stavano litigando verbalmente e il 51enne avrebbe tentato di placare l’ira dell’uomo, giunto nei pressi dell’abitazione della donna con il figlio di 15 anni. A quel punto il 41enne avrebbe estratto una pistola ed esploso un colpo che ha ferito la vittima al piede.

Padre e figlio sono fuggiti per poi essere individuati a Gallipoli ed arrestati.

Sono entrambi assistiti dall’avvocato Giampiero Tramacere.