Prosegue senza sosta l’attività di contrasto al lavoro sommerso e alle violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a Lecce e provincia. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, supportati dalle stazioni territoriali, hanno condotto una vasta operazione di controllo che ha colpito duramente il comparto turistico-alberghiero, balneare ed edile.
L’esito dell’attività ispettiva delinea un quadro preoccupante. Su 10 aziende controllate, ben 9 sono risultate non in regola. La verifica, che ha riguardato complessivamente 41 lavoratori, ha portato alla luce numerose criticità tra cui 9 lavoratori completamente “invisibili”; 14 violazioni relative all’omessa sorveglianza sanitaria e alla mancanza di formazione specifica, mancata redazione del piano di emergenza e gravi carenze igieniche sui luoghi di lavoro. In ambito edile, infine, è stata accertata la mancanza di protezioni per i lavori in quota, l’omessa distribuzione di Dpi e l’assenza di vigilanza da parte dei direttori dei lavori.
Per quattro attività imprenditoriali è scattato il provvedimento di sospensione immediata. L’impiego di personale non regolarizzato ha comportato l’applicazione di una maxi-sanzione di 3.900 euro per ogni lavoratore in nero, oltre a una sanzione amministrativa aggiuntiva di 2.500 euro per ciascun provvedimento di sospensione.
Il bilancio economico dell’operazione è pesante per i trasgressori: sono state comminate ammende per circa 86.300 euro; sanzioni amministrative per circa 54.800 euro e sono stati recuperati 3.200 euro di oneri previdenziali non versati.
Al termine delle operazioni, dieci imprenditori sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Lecce per violazioni al D. Lgs. 81/2008.
Tra le irregolarità più singolari emerse, il caso di una società in cui i due soci amministratori (detentori ognuno del 50% delle quote) risultavano inquadrati come semplici dipendenti dell’azienda stessa. Per loro è scattata la diffida alla regolarizzazione con obbligo di iscrizione alla gestione commercianti Inps.
