Maglie, ladri ‘stilosi’ al negozio Dolly: via con otto borse

Otto borse rubate al negozio ‘Dolly’ di Maglie. I ladri avrebbero agito intorno alle 3.00 della notte appena trascorsa, riuscendo a fuggire nonostante l’arrivo repentino dei vigilantes Cosmopol. Indagano i Carabinieri locali.

Astuzia, precisione e, probabilmente, buona organizzazione. Stiamo parlando di professionisti. Ma non lavoratori, mestieranti o esperti di un settore specifico. Qui si torna a menzionare ancora i malviventi del territorio salentino. Abili nel districarsi tra negozi, abitazioni ed esercizi commerciali di varia natura. Per loro, ormai, il crimine rappresenta una consuetudine. E il danno, come sempre, lo subiscono i gestori delle attività economiche provinciali. Non bastano, dunque, fisco e burocrazia rilento a tormentare l’animi di imprenditori onesti. Ci si mettono anche i ladri. Ultimo episodio in ordine di tempo, quello del furto compiuto a danno della rivendita "Dolly" di Maglie.

Stando ai primissimi rilievi, l’azione criminosa sarebbe pervenuta intorno alle 3.00 di notte. Buttata giù la porta d’ingresso, le intenzioni erano quelle di asportare quanto più materiale possibile. E invece hanno dovuto rivedere i propri piani. Il repentino suono dell’antifurto è stato un imprevisto. Giusto il tempo di arraffare in fretta e furia otto borse griffate – quelle vicine all’entrata – e poi via per le viuzze limitrofe del paese. Distrutta anche la vetrata della vetrina laterale, assieme a qualche auto parcheggiato nei dintorni.

Ad incentivare la fuga dei malintenzionati, l’arrivo dei vigilanti Cosmopol, sul posto in meno di tre minuti. Ad indagare sul caso, adesso, i Carabinieri della locale stazione. Che, mediante l’acquisizione delle immagini registrare dal sistema di videosorveglianza, riusciranno sicuramente a trarre qualche dettagli maggiore per risalire agli autori del gesto. Quest’anno si tratta del terzo furto, nel Salento, alla catena “Dolly”. Ricordiamo, infatti, cosa accadde a Galatina intorno a metà aprile (10mila euro di bottino); per non parlare, poi, del “colpaccio” rifilato lo scorso 8 maggio ad un punto vendita di Tricase. 



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