Magrebino con problemi psichiatrici mette fuoco alla cella, quattro agenti intossicati in ospedale

L’episodio avvenuto questo pomeriggio presso il carcere di “Borgo San Nicola”. L’uomo era stato trasferito da pochi giorni nella casa circondariale leccese.

Un nuovo episodio di violenza si registra presso la casa circondariale di “Borgo San Nicola” a Lecce.

Nel pomeriggio di oggi, presso l’istituto penitenziario salentino, un recluso magrebino di trent’anni, rinchiuso nel reparto “C1 II” – la sezione che ospita le persone con problemi psichiatrici – che era stato trasferito da pochi giorni, ha appiccato il fuoco alla stanza detentiva.

Non appena accortisi di quanto stava avvenendo sono intervenuti quattro agenti di Polizia Penitenziaria per domare le fiamme e mettere in sicurezza gli altri reclusi. I quattro, dopo aver spento l’incendio, sono ricoverati presso l’ospedale “Vito Fazzi” del capoluogo a causa di un’intossicazione dovuta ai fumi. I sanitari avrebbero diagnosticato a due di loro 2-3 giorni di prognosi; agli altri due 6-8 giorni salvo complicazioni.

L’episodio è stato denunciato dall’Osapp.

“L’Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria – si legge in un comunicato – rimane critica sulla gestione del penitenziario di Lecce da parte della Dirigenza Nazionale”.

“Siamo molto preoccupati in quanto ci è stato riferito che già dalle prossime ore verrà attuata la cosiddetta turnazione su tre quadranti e cioè otto ore a turno che sono vietate dalle norme contrattuali.

Per tanto l’Osapp rimane fermo nello stato di agitazione e chiede un’urgente ispezione ministeriale per toccare con mano le gravi carenze di personale del carcere di ‘Borgo San Nicola’ e non solo, anche in un recente sopralluogo da parte del Provveditore regionale della Puglia, Carmelo Cantone, lo stesso, pur sollecitato dalla Segreteria Generale Osapp a chiarire ciò che avrebbe riscontrato, si è rifugiato in un imbarazzante silenzio che documenterebbe il fallimento della gestione regionale da parte dell’attuale Provveditorato”.



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