Maltrattamenti ai danni della moglie portatrice di handicap, condannato 64enne di Calimera

L’uomo è stato condannato in abbreviato dal Gup Stefano Sernia ad 1 e 10 mesi di reclusione, con l’accusa di ‘maltrattamenti in famiglia’ e ‘lesioni personali’ ai danni della coniuge, invalida al 58% per ritardo mentale e deficit uditivi.

Una squallida storia di violenza domestica, approdata in aula di Tribunale grazie alla coraggiosa denuncia della vittima, si conclude in primo grado con la condanna del marito violento.

Dinanzi al Gup Stefano Sernia, si è celebrato, nella giornata odierna, il processo in abbreviato a carico di un 64enne di Calimera. L'uomo è stato condannato ad 1 anno e 10 mesi di reclusione con l'accusa di "maltrattamenti in famiglia" e "lesioni personali"con reiterazione del reato, ai danni della coniuge assai più giovane di lui: una 37enne del suo stesso paese, invalida al 58% per ritardo mentale e deficit uditivi. Sulla condanna pesa inoltre la "circostanza aggravante" di aver commesso il fatto, in presenza di un minore di anni 18. Inoltre, il giudice ha disposto il risarcimento dei danni, quantificandolo in 30.000 euro ed il rimborso delle spese processuali per la vittima, costituitasi parte civile e difesa dall'avvocato Massimo Bellini.

L'accusa, rappresentata nell'udienza preliminare dal Pubblico Ministero Massimiliano Carducci, aveva formulato una richiesta di 2 anni e 4 mesi che in virtù della scelta dell'imputato, difeso di ufficio dall'avvocato Massimo Gabrieli Tommasi, di essere giudicato con rito alternativo, è stata ridotta di un terzo.

La 37enne di Calimera, in base all'inchiesta condotta dal Sostituto Procuratore Roberta Licci, fu costretta a subire per diversi anni i maltrattamenti del marito, protrattisi fino al novembre del 2013; atti di violenza fisica, poiché la picchiava continuativamente con pugni nello stomaco e calci alle gambe, provocandone lividi su tutto il corpo e psicologica, poiché quando la maltrattava, le rivolgeva gravi offese personali che costringevano la donna a vivere con il proprio coniuge in un clima di terrore.

Su questi presunti spregevoli atti compiuti dal marito, peserebbe anche l'aggravante di essere stati commessi, in alcune circostanze, in presenza della figlia minore e mentre la moglie era in gravidanza.
Fu proprio, l'insostenibilità della situazione creatasi, poiché la donna oramai era costretta a vivere la in un clima impossibile, che la spinsero a denunciare tutto presso i carabinieri della Stazione di Calimera, presentando i certificati medici relativi alle violenze subite. 



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