Maltrattamenti in famiglia: la polizia leccese esegue due misure cautelari

La Squadra Mobile di Lecce esegue due misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, entrambi accusati di maltrattamenti in famiglia. Nel complesso, un divieto di avvicinamento e un arresto domiciliare.

Ben due misure cautelari – eseguite dalla Squadra Mobile di Lecce su altrettante richieste, nell’ambito di distinti procedimenti penali – avanzate dal Sost. Procuratore della Repubblica D.ssa Vallefuoco e dal Sostituto Procuratore della Repubblica D.ssa Stefania Maria Mininni.

Nel primo caso, il G.I.P. ha emesso un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa nei confronti di un cinquantatreenne residente nella provincia di Lecce, accusato di atti persecutori commessi a danno, dalla coniuge è in fase di separazione. I comportamenti persecutori, secondo le indagini, sarebbero stati messi in atto dall’uomo proprio a causa della richiesta di separazione avanzata dalla moglie nella primavera di questo anno. Sembra che la donna sia stata infatti vessata da messaggi telefonici e da telefonate offensive. Una situazione aggravatasi, però agli inizi del mese di settembre, ovvero quando l’uomo le avrebbe inviato messaggi contenenti minacce di morte.

Attesa la gravità del quadro indiziario rappresentato dagli operatori della Squadra Mobile al Pubblico Ministero, quest’ultimo ha poi richiesto l’emissione del provvedimento cautelare che permetterà alla donna di non essere più molestata e avvicinata neanche tramite strumenti informatici.

La seconda misura cautelare eseguita dagli operatori della Squadra Mobile è terminata invece con gli arresti domiciliari nei confronti di un sessantasettenne leccese, ritenuto dagli investigatori responsabile di maltrattamenti in famiglia, minaccia grave, atti persecutori commessi nei confronti della sua ex convivente. La donna con numerose denunce sporte presso gli Uffici preposti raccontava di vessazioni, percosse e violenze psichiche, nonché minacce gravi, anche di morte, commesse dall’uomo. Il tutto si è consumato in un periodo che va dall’aprile dello scorso anno fino a pochi giorni addietro. Nel corso delle indagini è stata sequestrata all’indagato, inoltre, una pistola revolver regolarmente detenuta.



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