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Morì schiacciato da un rimorchio sul posto di lavoro, confermata in Appello la condanna per tutti gli imputati

by Angelo Centonze
28 Aprile 2016 11:24
in Cronaca
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Un ennesimo tragico caso di morte "bianca", per il quale sono emerse le responsabilità dei datori di lavoro.  Questi, erano stati ritenuti colpevoli già in primo grado della morte di un operaio e la Corte di Appello ha confermato la sentenza di condanna per i quattro imputati.
 
I giudici del processo di secondo grado (Presidente Carlo Errico) hanno inflitto una pena di 1 anno e 6 mesi per: Vincenzo Franco di Caprarica di Lecce, uno dei due amministratori della Franco Srl; Luigi Granchi di Sassari, che amministra l'Alpes, e assieme a loro, il dirigente dell'Alpes, Luigi Caputo di Melissano e Antonio Sebaste di Trepuzzi, nelle vesti di direttore del cantiere. Già nel corso della discussione in aula, il procuratore generale Claudio Oliva aveva chiesto la conferma della sentenza maturata in primo grado, davanti al giudice monocratico Silvia Minerva.
 
I quattro imputati furono rinviati a giudizio dal gup Nicola Lariccia nell'aprile del 2009 ed eranorano accusati di omicidio colposo a seguito della morte del 43enne Luigi Apollinare, avvenuta tre anni prima sul posto di lavoro a Castrì all'interno di un capannone industriale. Infatti, l'operaio morì per un arresto cardiocircolatorio, il 9 dicembre del 2006 in seguito alle gravi lesioni dovute allo schiacciamento traumatico, causato dalla parte posteriore di un rimorchio. Il mezzo era di proprietà della ditta ma veniva gestito da terze persone appartenenti ad una seconda azienda, per la quale lavorava Apollinare.
 

A vario titolo ed in diversa misura, i quattro imputati non avrebbero dato tutta l'assistenza necessaria affinché Apollinare potesse lavorare in perfetta sicurezza e con la preparazione professionale necessaria. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Silvio Verri, Anna Grazia Maraschio ed dal Professore Antonio De Mauro.

Tags: morti-sul-lavoro
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