Omicidio D’ Amico: un processo atteso da tredici anni

A tredici anni dal giorno dell’ omicidio, ha preso inizio il dibattimento del processo a carico del casaranese Rocco Pierri, accusato di aver ucciso nel settembre 2001, in una cittadina svizzera, il coinquilino originario di Carpignano, Maurizio D’Amico.

Entra nel vivo, il processo di primo grado, a carico del casaranese Rocco Pierri, imputato del delitto, avvenuto in Svizzera nel lontano 15 settembre 2001, di Maurizio D’Amico, originario di Carpignano. Quest’oggi, dopo alcuni rinvii e a seguito all’udienza preliminare, è iniziato il dibattimento, presieduto dal Presidente della Corte d’Assise di Lecce, Dott. Roberto Tanisi.

In aula sono stati ascoltati dal Pubblico Ministero, Dr.ssa Francesca Miglietta, alcuni testimoni, tra cui i genitori dell’uomo assassinato, Antonio D’Amico e Abbondanza Teresa De Padovanis ed il fratello, Vincenzo D’Amico, che costituivano le parti civili, alla presenza dell’avvocato Sebastiano Vetromile.

Dodici anni sono passati dall’omicidio e il processo di primo grado si celebra oggi, in seguito al rinvio a giudizio di Rocco Pierri, difeso dall’avvocato Angelo Pallara, da parte del GIP, Dr. Vincenzo Brancato e dopo aver valutato gli atti trasmessi dall’Ufficio Federale di Giustizia di Zurigo.
La polizia elvetica aveva spiccato, nei confronti dell’imputato, un ordine di arresto internazionale il 2 novembre del 2001, poiché inchiodato dalla prova del Dna. Egli fu arrestato in Italia, il giorno di Natale del 2012 dopo un controllo degli agenti di polizia del Commissariato di Taurisano.

Rocco Pierri è accusato, del delitto di Maurizio D’Amico, con cui coabitava nella cittadina svizzera di Adliswill, in provincia di Zurigo. Pierri, nello specifico, in concorso con un’altra persona non identificata, avrebbe strangolato con una sciarpa intorno al collo, D’Amico per poi appiccare il fuoco al letto dove egli giaceva. L’imputato è anche accusato di essersi impossessato della carta bancomat del suo coinquilino dopo averlo ucciso, sottraendola dall’appartamento dove abitavano, per poi tentare di prelevare 300 franchi svizzeri da uno sportello bancario (così come dimostrano le immagini registrate dalla telecamera).

La prossima udienza si terrà il 5 febbraio 2015, giorno in cui verranno ascoltati altri testimoni di un processo che presenta ancora molti lati oscuri. (di Angelo Centonze).



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