Dopo il pronunciamento della Cassazione, diventano definitivi i tre ergastoli con isolamento diurno e la condanna a 27 anni per un altro imputato, per l’omicidio del falegname in pensione di Castrì, Donato Montinaro, il cui corpo venne ritrovato privo di vita in casa, tra il 10 e l’11 giugno di quattro anni fa.
I giudici della prima sezione della Corte di Cassazione, due giorni fa, hanno rigettato il ricorso delle difese ed è dunque divenuta definitiva la sentenza emessa a febbraio del 2025 dalla Corte d’Assise d’appello di Lecce.
I giudici hanno inflitto la condanna alla pena dell’ergastolo, per omicidio a scopo di rapina, a Patrizia Piccinni, 51 anni, di Alessano, Angela Martella, 61 anni di Salve ed Emanuele Forte, 33 anni di Corsano ed a 27 anni di reclusione con le attenuanti generiche per Antonio Esposito, 42 anni di Corsano, per lo stesso reato.
In primo grado, la Corte d’Assise di Lecce (presidente Pietro Baffa) aveva disposto, oltre alle suddette pene, anche una provvisionale di 100mila euro, ed il risarcimento in separata sede, per i familiari di Donato Montinaro, parti civili con l’avvocato Cristiano Solinas, confermati in secondo grado.
Piccinni, Esposito, Martella e Forte erano assistiti rispettivamente dagli avvocati David Alemanno, Luca Puce, Silvio Verri e Dario Paiano, i quali hanno chiesto l’esclusione dell’aggravante “di aver commesso il delitto di omicidio allo scopo di eseguire quello di rapina”.
In base a quanto emerso dall’autopsia del medico legale Roberto Vaglio, il decesso dell’uomo fu dovuto ad “asfissia da soffocamento”. Il perito della difesa, invece, stabilì che il 76enne morì a causa di un infarto.
L’indagine, culminata in quattro arresti in carcere, fece luce sul grave fatto di sangue avvenuto tra il 10 e l’11 giugno del 2022, a Castri, quando Donato Montinaro, falegname in pensione, 76enne del posto, venne trovato senza vita nella sua abitazione.
In base a quanto emerso durante le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e coordinate dal pm Maria Consolata Moschettini, i quattro dopo essersi introdotti nell’abitazione, imbavagliarono, picchiarono e immobilizzarono la vittima, legando mani e piedi. E si allontanarono portando via una somma di denaro ed una motosega, dopo essersi dati alla fuga.
