Prosegue il processo relativo alla maxi inchiesta su di un presunto sistema illecito per ottenere l’annullamento di circa 500 multe e gli accessi nelle zone a traffico limitato a Lecce.
Oggi c’è stata la camera di consiglio dei giudici in composizione collegiale (presidente Bianca Todaro) che ha rigettato una questione preliminare della difesa di uno dei principali imputati. Parliamo di Luca Pasqualini, ex assessore comunale alla Mobilità. Il suo legale, l’avvocato Giuseppe Corleto chiedeva di escludere dal processo le intercettazioni che derivavano dal processo “case popolari”, poiché appartengono ad un altro procedimento. Al termine della camera di consiglio odierna, i giudici hanno però respinto l’istanza. Il 18 marzo intanto si aprirà il processo di Appello sulle case popolari. Dopo la sentenza di primo grado con 12 condanne, la Procura ha chiesto il riconoscimento dell’associazione a delinquere.
Riguardo al processo di primo grado sul presunto “sistema” per l’annullamento delle multe, nella prossima udienza del 27 aprile, proseguirà la deposizione dei testimoni con l’ascolto, presumibilmente, anche dell’attuale comandante dei vigili urbani di Lecce, Donato Zacheo. In un’altra udienza è stata sentita Luigianna Vizzi, nelle vesti di responsabile dell’Ufficio verbali, all’epoca dei fatti, come testimone dei pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci, la quale ha affermato: “È stato il periodo peggiore della mia carriera professionale”. La vigilessa, ricordiamo, denunciò le presunte condotte illecite, rivolgendosi al comandante Donato Zacheo. Quest’ultimo, così come il Comune di Lecce (assieme alla Vizzi, comparivano nella richiesta di rinvio a giudizio come “persone offese”) hanno scelto di non costituirsi parte civile. La maxi inchiesta fa riferimento ad un presunto sistema illecito per ottenere l’annullamento di multe e gli accessi nelle Ztl a Lecce. Non solo, anche a biglietti per spettacoli teatrali e giostre, addobbi per matrimoni e servizi di trasloco, anche per rafforzare il consenso elettorale di alcuni politici locali. Sul banco degli imputati compaiono 22 persone, tra cui politici, come Antonio Finamore, ex consigliere comunale e Luca Pasqualini, ex assessore comunale alla Mobilità, ma anche vigili urbani e automobilisti. In base all’ipotesi accusatoria, Pasqualini era il promotore e l’organizzatore del gruppo, mentre Finamore rivestiva il ruolo di organizzatore insieme alla convivente Luisa Fracasso ed alla Valletta, entrambe vigilesse. Invece, Carlo Corvino è considerato “partecipe dell’associazione” insieme a Piervitale Frassanito, all’epoca dei fatti, rispettivamente, dipendente della Polizia locale e maresciallo della Polizia provinciale di Lecce. Tra gli imputati vi sono anche i soggetti che avrebbero ottenuto in maniera illecita l’annullamento dei verbali.
Le accuse contestate ai 22 imputati sono, a vario titolo, quelle di associazione per delinquere, corruzione, accesso abusivo alle banche dati, falso e soppressione di atti pubblici.
