Omicidio Sava, il Pm chiede 16 anni per Mastroleo

Nel processo che si sta celebrando in abbreviato, il sostituto procuratore Giuseppe Capoccia ha formulato una richiesta di condanna a sedici anni nei confronti del 38enne Francesco Mastroleo. E’ accusato di ‘omicidio volontario’ per la morte di Egidio Sava.

E' arrivata nel primo pomeriggio di oggi la richiesta di condanna a sedici anni nei confronti del 38enne di Racale Francesco Mastroleo, accusato dell' 'omicidio volontario' del melissanese Egidio Sava.

Nel processo che si sta celebrando in abbreviato dinanzi al Gup Giovanni Gallo, si è tenuta la discussione. Il sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, nel corso della sua requisitoria, ha ripercorso le varie tappe della vicenda e nel formulare la pena ha escluso le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà.

In giornata, inoltre, ci sono state le arringhe difensive. Anzitutto, quella della parte offesa, con l' avvocato Massimo Basurto che ha depositato una corposa memoria,per dimostrare come Mastroleo sia affetto da un disturbo bipolare e da un conseguente vizio parziale di mente. I legali delle parti civili, avvocati Mario Coppola, Giovanni Verardi, Vincenzo Del Prete e Silvio Caroli, invece, hanno chiesto che le aggravanti vengano riconosciute così come contestato nel capo d’imputazione. Il processo è stato aggiornato  al 16 luglio, quando verrà emessa la sentenza.

Nella scorsa udienza, invece, si era discusso sulla effettiva 'capacità di  intendere e di volere' di Mastroleo, quando ammazzò il suo amico di Melissano. Si erano dunque dati battaglia a 'colpi di perizie', lo psichiatra Domenico Suma, nominato dal gip e il consulente della difesa, Angelo Serìo. Per il perito del Tribunale, il 38enne si Racale si trovava nelle condizioni di intendere e di volere quando ammazzò Sava. Il consulente dei difensori di Mastroleo, invece, concluse che le patologie legate ad uno stato di tossicodipendenza dell'imputato, ne avrebbero considerevolmente condizionato le capacità psico-fisiche.

L’omicidio del 28enne di Melissano risale al 25 giugno scorso e si verificò alla periferia di Racale. Un’iniziale discussione (pare che Mastroleo sorprese l’amico in possesso di un anello appartenuto alla madre e di circa 40 euro rubati in casa) sarebbe degenerata con l'accoltellamento di Sava, raggiunto con quindici fendenti. Egli riuscì, comunque, a fuggire a bordo della sua vettura, ma dopo avere percorso qualche metro si schiantò contro un muretto. L’auto prese fuoco e il 28enne uscì dall’abitacolo, ma morì a pochi metri di distanza.



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