Operazione antimafia “Labirinto”, resta in carcere Davide Quintana. Rigettata istanza di annullamento

Il Tribunale del Riesame ha rigettato l’istanza di annullamento della misura cautelare per otto persone, di cui cinque in carcere e tre ai domiciliari.

Rimane in carcere Davide Quintana, uno dei personaggi di spicco dell’Operazione “Labirinto”.

Il Tribunale del Riesame ( Presidente Maria Pia Verderosa, relatore Antonio Gatto, a latere Anna Paola Capano) ha rigettato l’istanza di annullamento della misura cautelare nei suoi confronti. Il 37enne di Gallipoli, sarebbe stato il referente del Clan Padovano poi entrato sotto “l’ala protettiva” di Vincenzo Rizzo.

Resta dietro le sbarre anche Giuseppino Mero 54enne di Cavallino, altro elemento di spicco della malavita organizzata.  Così come, Fabio Rizzo 48enne di San Donato; Antonio De Carlo, 43 anni; Michele Sterlicchio 53enne di Lecce.

Invece, il Riesame ha rigettato la richiesta di annullamento della misura dei domiciliari per Matteo Rossetto di Matino;  Gianluca Lorè di Brindisie Gabriella Scigliuzzo di Gallipoli.

Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Ladislao Massari, Umberto Leo, Donata Perrone.

L’Operazione “Labirinto”

Nei giorni scorsi, la Procura Distrettuale Antimafia ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 33 persone, tra cui due gruppi criminali associati al clan “Tornese” di Monteroni, indagati per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi e altri reati aggravati dal metodo mafioso.

L’attività di investigazione ha ricostruito gli assetti organizzativi della frangia salentina della Sacra Corona Unita, le attività di narcotraffico e i tentativi di infiltrazione dei clan in alcuni settori economici del litorale gallipolino, in particolare quello ittico e del servizio di sicurezza nei locali pubblici.

Gli affari del clan

Il core business ancora una volta è il traffico di sostanze stupefacenti: fiumi di cocaina, eroina e marijuana che giungevano il Salento grazie ai legami tessuti con le organizzazioni criminali dellAlbania.

Tra gli affiliati al gruppo “Politi”, invece, la figura di rilievo è quella di Gabriele Tarantino che aveva il compito di tenere i contatti tra il capo clan e gli affiliati. Non solo, aveva anche il compito di sovrintendere alla gestione delle attività illecite, prima fra tutte quella inerente il traffico di droga. A questi si affianca Antonio De Carlo, elemento di raccordo con il gruppo “Rizzo”.

Nonostante i due gruppi criminali operassero in stretta sinergia tra loro, attraverso la presenza stabile sui rispettivi territori di competenza, veniva tuttavia documentata una fase di frizione tra i due clan per contrasti sorti in occasione dell’approvvigionamento di stupefacenti.



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