Pensioni d’invalidità per falsi malati, la Procura indaga sulla commissione dell’Asl

La Procura ha aperto un’inchiesta per indagare su una presunta maxi truffa ai danni della Asl di Lecce, per ottenere pensioni d’invalidità. Il sostituto procuratore Antonio Negro ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di sei medici.

Una maxi truffa ai danni della Asl, per ottenere pensioni d'invalidità è al centro dell'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati  di sei medici.

L'intricata vicenda vedrebbe nell'occhio del ciclone la commissione giudicatrice dell'Asl e i medici ad essa appartenenti, sotto accusa per i reati di truffa e falsità in perizia e certificati medici. Tra di essi ci sarebbe uno specialista in medicina legale; due medici convenzionati con la Asl (uno di essi, sarebbe specialista in medicina del lavoro); uno specialista di discipline neurologiche; un medico dell'INPS ed un rappresentante delle associazioni di categoria.

Complessivamente comunque, sarebbero stati denunciati una trentina di falsi invalidi di Lecce e dell'hinterland del capoluogo salentino e quindici medici.

I casi sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti sarebbero addirittura una quarantina e a destare più di un sospetto sarebbero stati anche i risultati di una ricerca condotta dall'Osservatorio Statistico dell'INPS. Da essa risulta che la Provincia di Lecce è soltanto seconda, dopo quella di Milano, per ciò che concerne l'erogazione di assegni d'invalidità, per soggetti affetti da presunti deficit intellettivi o psico-fisici. Anche alla luce di queste considerazioni, la Procura ha aperto un'inchiesta già a partire dal 2012, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Negro.

Gli inquirenti hanno effettuato degli accertamenti, provvedendo ad appostamenti, pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali da cui sarebbero emerse numerose anomalie e le persone "spiate" non risulterebbero affette da nessuna delle patologie dichiarate dalla commissione medica. Gli uomini della Polizia Tributaria in queste ore hanno depositato l'informativa presso l'ufficio del procuratore; essi negli ultimi tempi hanno visionato attentamente assegni e indennità ritenute poco trasparenti, sia recenti che risalenti ad un po' di tempo fa, emessi dopo il parere espresso dalla commissione medica (risulterebbe essere sempre la stessa).

Adesso la Procura, che vuole ancora vederci chiaro ed approfondire attentamente la vicenda prima della chiusura delle indagini, si è rivolta ad un consulente che dovrà verificare l'eventuale presenza di "deficit" di natura fisica o intellettiva nei casi considerati "sospetti".



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