Polpa di riccio in bicchierini da caffè: sequestrato mezzo quintale di prodotto ittico

Mezzo quintale di prodotto ittico dalla dubbia provenienza sequestrato dagli uomini della Guardia Costiera di Gallipoli, a Porto Cesareo, durante un controllo. Nei bicchierini da caffè, polpa di riccio pronta per essere servita.

Mezzo quintale di prodotto ittico di varie specie e di dubbia provenienza. Ennesimo sequestro, dunque, avvenuto nella mattinata odierna ad opera della Guardia Costiera di Gallipoli durante un’attività di controllo effettuata a Porto Cesareo. Durante la verifica ad una trattoria sarebbe stata accertata – ci comunicano gli operatori della Capitaneria di Porto – la presenza di circa mezzo quintale di prodotto ittico congelato. Privo, peraltro, di qualsiasi informazione che ne attestasse la rintracciabilità. C’erano anche preparati artigianali di polpa di riccio contenuti in bicchierini da caffè, già pronti per essere serviti in tavola.

I militari hanno quindi proceduto, congiuntamente al personale medico dell’Asl, al sequestro del prodotto ittico ed all’elevazione di una sanzione amministrativa al trasgressore, pari ad un massimo di quattromilacinquecento euro. Tutelare la qualità degli alimenti a salvaguardia del consumatore continua ad essere una delle priorità dei militari ionici, che proseguiranno nelle operazioni di verifica lungo l’intero territorio di giurisdizione.

Giusto lo scorso Sabato, 23 Maggio, un quintale e mezzo di prodotto ittico di varia specie venne sequestrato dalla Guardia Costiera di Gallipoli dentro un ristorante situato nell'antico borgo della “Città bella”. Nell'occasione, emersero delle irregolarità in una civile abitazione che – stando alla versione fornitaci proprio dagli uomini in servizio – di fatto fungeva da deposito “abusivo” per la conservazione di un ingente quantitativo di prodotto ittico e altre derrate alimentari. Stesso discorso un mese prima a Lecce: in un ristorante cinese, il nucleo di polizia marittima rinvenne circa dieci chilogrammi di mitili sprovvisti del relativo bollo sanitario, più una settantina di chilogrammi di prodotto ittico di varia natura senza rintracciabilità.



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