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Prestiti in odor d’usura? Assolto il politico gallipolino Vincenzo Barba

by Angelo Centonze
7 Giugno 2018 13:25
in Cronaca
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vincenzo-barba-centrodestra

Il Sen. Vincenzo Barba

Era accusato di aver prestato delle somme di denaro in “odor di usura”, ma al termine del processo, l’ex senatore Vincenzo Barba è stato assolto, ottenendo giustizia. I giudici della prima sezione penale collegiale (Presidente Gabriele Perna) hanno ritenuto il politico di Gallipoli, non colpevole. In precedenza, anche, il pubblico ministero d’udienza Paola Guglielmi aveva invocato l’assoluzione.

L’imprenditore è assistito dall’avvocato Andrea Sambati che, nel corso dell’arringa difensiva durata oltre 45 minuti, ha evidenziato, tra le altre cose, come la consulenza tecnica di parte avesse escluso l’ipotesi accusatoria. La presunta vittima si era costituita parte civile con il legale Maurizio My.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Carmen Ruggiero, fu avviata dalla denuncia di una donna di Parabita che riferiva come Barba le avesse prestato, a maggio del 2005, una cospicua somma di denaro (intorno ai 180mila euro) per estinguere una procedura esecutiva. In cambio, il politico avrebbe ottenuto delle procure in bianco che avrebbe opzionato per vendere a se stesso due abitazioni della presunta vittima: una a Parabita e l’altra a Rivabella. Secondo la denunciante, il valore degli immobili si aggirava intorno ai 400mila euro.

Le indagini della Procura si sono anche avvalse degli accertamenti di natura finanziaria, eseguiti da un consulente tecnico. L’esito avrebbe avvalorato l’ipotesi accusatoria, in base alla differenza fra il valore degli immobili e la somma prestata, ritenuta compatibile con l’applicazione di un tasso usuraio.

Vincenzo Barba ha sempre respinto fermamente ogni accusa. Ha affermato di essersi limitato ad aiutare una persona in difficoltà economiche, esigendo semplicemente la restituzione di quanto gli spettava quando ha sentito “odor di bruciato”. Temeva, insomma, che la donna stesse prendendo tempo per non restituirgli quanto dovuto.  I Giudici gli hanno dato ragione, assolvendolo con formula piena ai sensi dell’art. 530, primo comma del codice di procedura penale, perché il fatto non sussiste.

«Sono stato accusato con faciloneria e forse anche con tanta cattiveria da chi, piangendo, mi aveva chiesto aiuto, a gran voce e poi denunciato – ha dichiarato il senatore Barba – ma dopo tanto tempo è emersa la verità, contro tutto e su tutto. La giustizia ha sancito la mia innocenza e il mio grande cuore. L’ingratitudine, come spesso viene affermato, è una cosa all’ordine del giorno che pullula in ogni circostanza, evento e ambiente. Confermo sempre di aver agito con la massima rettitudine, dimostrando di essere felice e contento quando tutti stanno bene, quando tutti godono l’armonia e la pace sociale».

«Ricordo – ha concluso – quei momenti di 15 anni fa e commosso medito sulla cattiveria umana che certamente, a lungo andare, sarà punita nella consapevolezza che le bugie come le falsità hanno le gambe corte».

Tags: assoluzioni
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