Presunto omicidio di Arnesano, eseguita l’autopsia di Maggi. La Piccinonno intanto si difende dal carcere

L’esame autoptico effettuato dal medico legale Roberto Vaglio, a partire dalla tarda mattinata di oggi, ha confermato che la morte del 74enne Salvatore Maggi è stata causata da un forte trauma cranico. Intanto, Valentina Piccinonno è stata interrogata nel carcere di Lecce.

È stato eseguito nella giornata di oggi, l'esame autoptico di Salvatore Maggi, il 74enne di Monteroni di Lecce, il cui corpo fu trovato senza vita, domenica scorsa nelle campagne di Arnesano. L'autopsia è stata effettuata dal medico legale Roberto Vaglio, a partire dalla tarda mattinata di oggi, dopo il conferimento dell'incarico da parte del pubblico ministero Emilio Arnesano ed era presente anche il consulente della famiglia di Maggi, il medico legale Francesco Faggiano.

L'esame ha confermato che la morte dell'uomo, il quale gestiva una sala giochi a Monteroni è stata causata da un forte trauma cranico. Ulteriori accertamenti stabiliranno, se la grossa lesione contusiva sulla testa del 74enne, sia stata causata da un oggetto contundente utilizzato dalla presunta colpevole, la 32enne leccese Valentina Piccinonno, per colpire l'anziano; oppure, se sia più plausibile l'ipotesi, in base alla quale, l'uomo di Monteroni sia caduto, in seguito ad una colluttazione con la Piccinonno, procurandosi il trauma cranico.

Il dr. Vaglio, nel corso dell'autopsia ha quindi eseguito un esame istologico sul cervello dell'uomo, prelevandone alcuni tessuti, al fine di verificare la compatibilità della lesione con lo stato dei luoghi in cui è avvenuta la morte. Naturalmente, occorreranno altri sopralluoghi sul posto, per poter effettuare i dovuti "riscontri". I risultati dell'esame dovrebbero essere pronti tra due mesi e dovranno essere comunque depositati, non oltre il termine di novanta giorni.

Intanto, Valentina Piccinonno è stata interrogata nelle prime ore della mattinata di oggi, nel carcere di Lecce. La donna ha confermato sostanzialmente la versione già fornita nel primo interrogatorio, alla presenza del suo legale Giuseppe Talo', avvenuto negli uffici della Questura dopo il suo arresto. La Piccinonno sarebbe stata vittima di un tentativo di violenza sessuale, avvenuto sul luogo del delitto, dopo l'incontro casuale avuto per strada, con il 74 enne di Monteroni; avrebbe quindi reagito con veemenza per poi fuggire in tutta fretta, mentre Maggi giaceva in fin di vita a terra.

Ecco, alcune fasi dell'interrogatorio di oggi: “Mi stavo recando a piedi verso casa di mio zio in quanto ero stufa delle continue liti che avevo con mia madre. Quando nei pressi di Porta Napoli un signore anziano a bordo di una Fiat Panda ha cominciato a seguirmi…Ha chiesto se volessi un passaggio che io ho accettato…
Siamo ripartiti e io gli ho chiesto di riaccompagnarmi e lui cercava di tranquillizzarmi e nel frattempo imboccava una via di campagna e incominciava a palpeggiarmi il seno con una mano mentre con laltra guidava; Ad un certo punto ha tirato fuori degli oggetti di oro e me li ha infilati nel reggiseno e io cercavo sempre di respingere le sue avances…Si trattava degli oggetti che la polizia ha poi rinvenuto addosso a me in sede di perquisizione. Devo precisare che io spontaneamente ho alzato il maglione e sono caduti questi oggetti. Pertanto faccio notare che se avessi voluto fare un omicidio a scopo di rapina non mi sarei fatto trovare addosso gli oggetti della vittima anche perché in Questura sono stata sola per circa due ore. Quindi avrei avuto tutto il tempo di sbarazzarmi degli oggetti…
Lui ha tentato nuovamente di toccarmi e palpeggiarmi il seno, lho respinto e sono riuscita a scendere dalla macchina. A questo punto lui mi ha rincorso e ha cercato di abbassarmi i pantaloni… Mi sono difesa e ho cominciato a colpirlo con pugni e tutto quello che mi è capitato a tiro. Epossibile che con i pugni lo abbia colpito agli occhi e con un mazzo di chiavi… Siamo caduti per terra e nel corso della colluttazione ci siamo trascinati vicino ad un albero dove sono riuscita a liberarmi dalla morsa del soggetto grazie anche ad una energica strizzata dei suoi genitali. 

Dunque,  la Piccinnonno indagata per la morte di Salvatore Maggi resta carcere, dopo che il Gip Simona Panzera ne ha convalidato l'arresto per evasione dai domiciliari. In base alle motivazioni del giudice, ricorrono le esigenze cautelari per "l'allarmante inaffidabilità e pericolosità della Piccinonno e poiché "sussistono a carico dell'indagata gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto oggetto di addebito cautelare".



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