Furti di rame a ripetizione negli impianti fotovoltaici del Salento. 13 persone finiscono sotto processo

I sette episodi contestati si sarebbero verificati tra aprile e maggio del 2019, in diverse località salentine, quali Lecce, Guagnano, Casarano, Parabita, Melissano, Ugento, Martano.

Tredici persone finiscono sotto processo per una serie di furti agli impianti fotovoltaici delle campagne salentine.

Il gup Cinzia Vergine ha rinviato a giudizio, dopo l’udienza preliminare: Pasquale Storino, 45 anni di Seclì; Gianni Caraccio, 23 anni di Galatone; Roberto Caraccio, 46 anni di Galatone; Rocco Caraccio, 40enne di Seclì; Oronzo Caraccio, 48 anni di Seclì; Luigi D’Amato, 38 anni di Galatone; Giuseppina Caraccio, 33 anni di Galatone; Giuseppina Storino, 43 anni di Seclì; Roberto Romano, 67 anni di Montesano Salentino.

E ancora, El Houssine Zhari, 34enne di Nardò; Badr El Youbi, 38 anni di Galatone; Mohammed Roualy di Galatone (tutti di origini marocchine) ed Alì Selmi, 43 anni di Galatone, ma di origini tunisine. Dovranno presentarsi il 6 luglio del 2022, dinanzi ai giudici della prima sezione in composizione collegiale, per l’inizio del processo.

Rispondono, a vario titolo ed in diversa misura, delle ipotesi di reato di associazione a delinquere e furto aggravato (tentato o consumato).

È stata stralciata invece, la posizione di Rocco D’Aggiano, 29enne di Galatone, per un difetto di notifica.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati: Speranza Faenza, Carmine De Paolis, Cristiano Solinas, Andrea Bianco, Roberto Tarantino, Giuseppe De Luca che potranno dimostrare l’estraneità alle accuse durante il dibattimento in aula.

I sette episodi contestati dal pm Luigi Mastroniani, si sarebbero verificati tra aprile e maggio del 2019, in diverse località salentine, quali Lecce, Guagnano, Casarano, Parabita, Melissano, Ugento, Martano.

A capo dell’organizzazione, ritiene la Procura, vi era El Houssine Zhari che gestiva le comunicazioni tra sodali, coadiuvato da Badr El Youbi. E poi, Mohammed Roualy ed Alì Selmi, che si occupavano direttamente dei furti di rame negli impianti fotovoltaici. Invece, Pasquale Storino curava il trasporto dei complici mediante un furgone e si occupava anche di recuperare la refurtiva.

Gli altri (non rispondono di associazione a delinquere) avrebbero invece compiuto i furti, spesso di notte, approfittando dell’assenza di automobilisti di passaggio. Non sempre, i “colpi” sarebbero andati a buon fine, per l’intervento della vigilanza.

Il copione era sempre lo stesso. I ladri si introducevano all’interno dell’impianto, recidendo la rete metallica e dopo aver divelto i pannelli si impossessavano anche dei cavi di rame. In una circostanza, si sarebbero appropriati di 697 metri di rame con un danno complessivo per l’azienda di 75mila euro.



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