Maxi processo “Contatto” su droga, mafia e politica. In Appello, sconti di pena, conferme ed assoluzioni

La Corte di Appello, riunita presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, ha riformato diverse condanne, a conclusione del maxi processo.

Arrivano molti sconti di pena, al termine del maxi processo di Appello “Contatto”, sulle presunte collusioni tra mafia e politica a Sogliano Cavour ed un ingente traffico di droga.

La Corte (Presidente Carlo Errico), riunita presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, ha riformato diverse condanne. Nello specifico, ha inflitto: 2 anni per complessivi 18 anni, nei Michele Coluccia, 61enne di Galatina (in continuazione con un’altra sentenza). Non solo, 10 anni, 8 mesi e 6 giorni, per Giuseppe Antonaci, detto “Castieddhru”, 55enne di Sogliano Cavour (14 anni ed 8 mesi); 16 anni e 26 giorni, ad Alexander Ballarino, 27enne di Sogliano Cavour (20 anni); 11 anni, 10 mesi e 6 giorni nei confronti di Massimo Candido, 46enne di Cutrofiano (16 anni e 4 mesi); 7 anni per Pierluigi Carechino, 42enne di Sogliano Cavour (9 anni e 2 mesi); 4 anni ed 8 mesi, per Cristian Carluccio, 32enne di Lecce (5 anni); 5 anni, 5 mesi e 10 giorni per Ivano Cascione, detto “Sciallone”, 39enne di Sogliano Cavour (6 anni); 2 anni e 6 mesi per Alessandro Cianci, assolto dalle accuse principali; 4 anni, 5 mesi e 10 giorni a Domenico Dell’Avvocata, 26enne di Cutrofiano (6 anni e 2 mesi).

Ed ancora 4 anni, 11 mesi e 10 giorni per Luigi De Matteis (5 anni e 2 mesi); 5 anni per Pantaleo De Paolis, 50enne di Cursi (10 anni e 8 mesi); 9 anni, 5 mesi e 10 giorni a Francesco Epifani, 46enne di Galatina (9 anni e 6 mesi); 7 anni, 8 mesi e 5 giorni nei confronti di Giordano Epifani, 44enne di Cutrofiano (11 anni e 4 mesi); 2 anni e 4 mesi per Lorenzo Frassanito, 63enne di Sogliano Cavour, (3 anni e 4 mesi); 4 anni e 6 mesi per Rosario Frassanito, detto “Pilone”, 48enne di Sogliano Cavour (8 anni).
E poi, 7 anni, 1 mese e 3 giorni per Rocco Longo, 52enne di Sogliano Cavour (10 anni e 10 mesi); 4 anni, 10 mesi e 9 giorni per Rudy Lubelli, 29 anni di Lecce (6 anni ed 8 mesi); 3 anni ed 8 mesi, per complessivi 17 anni ed 8 mesi, in continuazione con un’altra sentenza, nei confronti di Marco Pepe, 34enne di Surbo (9 anni e 4 mesi); 5 anni e e 4 mesi per Danilo Piscopo, 39enne di Cutrofiano (8 anni ed 8 mesi); 3 anni e 4 mesi per Salvatore Solombrino, detto “Schiattoddra”, 63enne di Castrignano de’ Greci (10 anni e 10 mesi); 5 anni e 10 mesi per Andrea Icaro, 40 anni di Cutrofiano (6 anni); 5 anni, 8 mesi e 10 giorni per Arcangelo Mengoli, 32enne (8 anni ed 8 mesi); 5 anni, 3 mesi e 10 giorni per Luca Marzo, 55 anni di Corigliano, assolto dai principali capi d’imputazione (6 anni).
Poi, 2 anni ed assoluzione per i principali reati, per Ugo Donno, 29enne di Corigliano D’Otranto ( 4 anni); 5 anni e 7 mesi per Maurizio Maggio, 26enne di Sogliano (5 anni e 10 mesi); 6 anni e 10 mesi per Angelo Greco, 49 anni di Sogliano (7 anni); 5 anni, 9 mesi e 10 giorni per Andrea Ignazio Monreale, 24enne di Sogliano (6 anni e 2 mesi); 9 anni e 6 mesi per Emiliano Pedone, 44enne di Sogliano (13 anni); 5 anni e 4 mesi per Danilo Piscopo, 40 anni di Cutrofiano (8 anni ed 8 mesi); 5 anni, 1 mese e 10 giorni per Antonio Vecchio, 29 anni di Sogliano (5 anni ed 8 mesi); 8 mesi a Martina Beccarisi, 27enne di Galatina (1 anno e 4 mesi).

È stata invece confermata la condanna a 16 anni e 2 mesi per Vincenzo Antonio Cianci, 34enne di Sogliano Cavour, collaboratore di giustizia. È assistito dall’avvocato Sergio Luceri.
Confermate le condanne a: 20 anni per Marco Gugliersi, 42enne di Galatina e Pasquale Gugliersi, detto “zoppo”, 39enne di Galatina; 11 anni e 10 mesi per Leonardo Costa, conosciuto come “Musicheddha”, 57enne di Corigliano d’Otranto; 5 anni ed 8 mesi per Salvatore Blago, 41enne di Sogliano Cavour; 10 anni e 4 mesi a Daniele De Matteis, noto come “Panna e fragola”, 35enne di Lecce; 6 anni e 2 mesi a Paolo De Simone, detto “Paulu de lu moru”, 49enne di Sogliano Cavour; 6 anni e 4 mesi per Gabriele Antonio De Paolis, 43enne di Noha; 5 anni e 2 mesi per Silvano Donno, 61 anni, residente a Roma; 11 anni ed 8 mesi per Giuseppe Stampete, 52enne di Cursi; 8 anni per Giuseppe Salvatore Fiorito, 54 anni di Cutrofiano; 3 anni e 4 mesi a Luigi Antonaci, 55 anni, vigile Urbano del Comune di Sogliano Cavour; 8 anni e 8 mesi per Paolo Mengoli, detto “zio Pati”, 56enne di Cutrofiano; 5 anni per Giancarlo Perrone, 39enne di Cutrofiano; 4 anni e 4 mesi a Davide Polimeno, 29 anni di Cutrofiano; 1 anno e 4 mesi per Valentina Ballarino, 25 anni di Noha; 4 anni e 8 mesi per Luana Giovanna Congedo, 52enne di Martano; 5 anni e 2 mesi per Marco Pica, 40enne di Sogliano; 11 anni e 4 mesi per Carmela Magnolo, 56 anni di Sogliano Cavour.

Assoluzione per Giuseppe De Matteis, 33 anni di Corigliano (4 anni e 10 mesi), Cosimo Paglialonga, 66enne di Sogliano (8 anni e 4 mesi), Piero Tramacere, 53enne, di Sogliano Cavour, appuntato scelto dei Carabinieri (1 anno).
Il sostituto procuratore generale Salvatore Cosentino aveva, a sua volta, chiesto la riduzione delle pena per molti imputati.
Il collegio difensivo, una volta depositate le motivazioni della sentenza, presenterà ricorso in Cassazione. È composto dagli avvocati: Luigi Greco, Donato Sabetta, Giuseppe Presicce, Gabriella Mastrolia, Umberto Leo, Michelangelo Gorgoni, Alessandro Mariano, Francesco Vergine, Massimo Manfreda, Simona Mancini, Antonio Savoia, Giancarlo Dei Lazzaretti, Angelo Vetrugno, Silvio Giardiniero, Raffaele Di Staso, Dimitry Conte, Carlo Gervasi, Luigi, Alberto e Arcangelo Corvaglia, Ubaldo Macrì, Federico Massa, Alexia Pinto, Paolo Cantelmo, Elvia Belmonte, Pantaleo Cannoletta, Maria Luisa Greco, Angela Rizzo, Marcello Rizzo, Salvatore Abate, David Alemanno, Romolo Chiariatti, Alessandra Antoniotti, Enrico D’Ospina, Ladislao Massari, Carlo Martina, Donata Perrone.

In primo grado, il gup Antonia Martalò, al termine del giudizio abbreviato, ha inflitto, pur dispondendo svariate riduzioni di pena rispetto alle richieste della Procura, circa 700 anni di carcere.

In primo grado erano stati già assolti: Luigi Otello Coluccia, 69 anni di Noha (chiesti 16 anni) e Laura Gemma, 29 anni di Sogliano Cavour, agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Genova (invocati 7 anni ed 8 mesi); Assoluzione anche per Chiara Licci, 28enne di Sogliano (chiesti 7 anni).

I capi di imputazione

Gli imputati rispondevano, a vario titolo ed in diversa misura, di: “associazione di tipo mafioso”, “estorsione”, “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”, “detenzione abusiva di armi”, “ricettazione”, “rapina”, “furto aggravato”, “porto abusivo di armi”, “detenzione e spaccio di stupefacenti”, “abuso d’ufficio”, “usura”, “favoreggiamento personale”, “falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale”, “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, “rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio”, “truffa”, “minaccia aggravata” e “lesioni personali” con l’aggravante delle modalità mafiose.

Il pentito

Ha presentato un memoriale, il collaboratore di giustizia Vincenzo Antonio Cianci, nel maxi processo “Contatto” sulle presunte collusioni tra mafia e politica a Sogliano Cavour.

Il 34enne del posto (compare anche sul banco degli imputati), attraverso l’avvocato Sergio Luceri ha inviato al gip Antonia Martalò, una missiva in cui ripercorreva le tappe dell’inchiesta e si soffermava sul proprio ruolo all’interno della presunta associazione e sui legami con gli altri sodali.

La Procura contesta a Cianci di avere ottenuto, grazie ad un’infiltrazione del suo clan nel tessuto socio economico del territorio galatinese, la “collaborazione” da parte di commercianti e imprenditori del posto. Essi acconsentivano a soddisfare ogni tipo di richiesta. Come nel caso del titolare di un esercizio commerciale che aveva nascosto le armi del suo gruppo criminale, o del proprietario di un albergo in cui i “soglianesi” avevano tenuto nascosto il latitante Daniele De Matteis.

Sotto la lente d’ingrandimento della Procura, sono poi finiti i rapporti di Cianci con un agente di polizia penitenziaria, un carabiniere, un vigile urbano e l’ex assessore alle politiche sociali, Luciano Biagio Magnolo. Il politico soglianese è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver versato somme di denaro per il sostentamento dei capi detenuti o promesso posti di lavoro agli affiliati del clan in carcere, permettendogli così di ottenere dei benefici.

Il gruppo aveva le mani praticamente ovunque: dal traffico di droga alle estorsioni con il cosiddetto «cavallo di ritorno», senza dimenticare le rapine e le truffe ‘geniali’.

Rito ordinario

Intanto, dinanzi ai giudici della prima sezione collegiale, è in corso il processo con il rito ordinario “Contatto”. Sul banco degli imputati, l’ex assessore alle politiche sociali del Comune di Sogliano Cavour, Luciano Biagio Magnolo, 41enne di Sogliano. È assistito dagli avvocati Giuseppe e Michele Bonsegna e potrà dimostrare la propria estraneità alle accuse nel corso del dibattimento.
Così come, Antonio Coluccia, 62 anni di Galatina; Sonia Murinu, 43enne di Sogliano Cavour; Rocco Stampete, 60enne di Corigliano; Antonio Rosario Nucida, 29enne di Galatina; Tamara De Simone, 44enne di Cutrofiano; Andrea Giannuzzo, 31enne di Cutrofiano.
Nella prossima udienza del mese di gennaio, è previsto l’ascolto in aula videoconferenza, del collaboratore di giustizia, Vincenzo Antonio Cianci.

L’inchiesta

L’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e dal sostituto  procuratore Roberta Licci, condotta nel periodo che va dal febbraio 2013 al giugno 2016, dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Maglie, ha consentito di disarticolare un’associazione mafiosa facente capo al clan “Coluccia” di Noha-Galatina, operante nel territorio della Provincia di Lecce e, in particolare, nei comuni di: Sogliano Cavour, Galatina, Cutrofiano, Corigliano d’Otranto, Castrignano de’ Greci, Melpignano, Soleto, Sternatia, Cursi, Castrì di Lecce, Martano, Otranto, Calimera, Muro Leccese e Cavallino.

Ricordiamo che nel giugno del 2018, il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Sogliano Cavour, “in ragione delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata”, dopo l’indagine della Commissione d’accesso. Il Comune è stato dunque commissariato. Nel settembre del 2020, a due anni di distanza dallo scioglimento della Giunta, è stato eletto il nuovo Sindaco.



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