Discoteca “Le Cave” di Gallipoli, arriva l’assoluzione al termine del processo. Prescritti gli altri reati

Ricordiamo che altri cinque imputati, in precedenza, vennero prosciolti al termine dell’udienza preliminare.I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2012 e il 2015.

Arriva l’assoluzione, al termine del processo sulla nota discoteca “Le Cave” di Gallipoli, in contrada Li Monaci.

I giudici della seconda sezione penale in composizione collegiale (presidente Pietro Baffa, a latere Silvia Saracino e Valeria Fedele) hanno assolto, “perché il fatto non costituisce reato”, Giuseppe Cataldi, 65 anni, di Gallipoli, ex dirigente del settore Urbanistico e il funzionario delegato alla firma di dirigente e Sergio Leone, 65 anni, di Taviano.

Invece, il reato di abusi edilizi nei confronti dei due imputati e di Stefano Schirosi, 36 anni, di Gallipoli, nelle vesti di legale rappresentante della società “Salento Cave srl”, è stato dichiarato estinto per intervenuta prescrizione. Anche il reato di disturbo della quiete pubblica, contestato al solo Schirosi, è stato ritenuto prescritto.

Nella scorsa udienza, il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone ha invocato la condanna per tutti gli imputati.

Cataldi e Leone sono difesi dall’avvocato Luigi Covella. Schirosi è invece assistito dall’avvocato Francesco Legittimo.

Ricordiamo che altri cinque imputati, in precedenza, vennero prosciolti al termine dell’udienza preliminare.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2012 ed il 2015.

Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Mignone, gli interventi edilizi risalenti al 2012, su di un’area di quasi 40mila metri quadrati, sarebbero stati effettuati in una zona agricola sottoposta a vincolo paesaggistico e in assenza del permesso di costruire e dei nulla osta delle autorità preposte al vincolo.

Invece, i due dirigenti comunali, secondo l’accusa, avrebbero rilasciato i permessi a costituire e i certificati di agibilità, in assenza di autorizzazione.

Ricordiamo che nell’agosto del 2012, dopo alcune segnalazioni, i carabinieri della compagnia di Gallipoli eseguirono un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, a firma dei pm Ennio Cillo e Stefania Mininni, poiché il luogo sarebbe risultato  affollato oltre il dovuto, rispetto all’agibilità.

Invece, nel luglio del 2018 è arrivato un altro stop per “Le Cave”. Alla famosa struttura di contrada Li Monaci, è stata infatti annullata lagibilità, con una determina firmata dalla dirigente del settore Urbanistico del Comune di Gallipoli.



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