Processo “Favori e Giustizia”: i giudici dicono no alla revoca dei domiciliari per Emilio Arnesano

Il collegio giudicante ha ritenuto ancora sussistente il rischio di reiterazione del reato e d’inquinamento probatorio

I giudici dicono no alla revoca dei domiciliari per Emilio Arnesano, nel corso della terza udienza del processo “Favori e Giustizia”.

Il collegio (Presidente Sergi) del Tribunale di Potenza, nella mattinata odierna, ha rigettato l’istanza della difesa.

I legali Luigi Corvaglia e Luigi Covella chiedevano che il magistrato potesse tornare in libertà.

Secondo la difesa, non vi sarebbe più il rischio di reiterazione del reato, poiché Arnesano è stato da tempo sospeso dalla magistratura.

Non solo, anche il pericolo d’inquinamento probatorio sarebbe insussistente. Veniva, infatti, “contestata” al pm, tra le altre cose, una telefonata diretta ad un ufficiale di polizia giudiziaria, in seguito al provvedimento del procuratore capo di Lecce con cui Arnesano veniva spostato dal pool “reati contro la pubblica amministrazione”, ad un altro gruppo di lavoro (prima dell’arresto e nel corso di un’indagine interna).

Secondo la difesa, il magistrato quando chiamò l’ufficiale, non era al corrente della decisione della Procura e dunque non era sua intenzione “inquinare le prove”.

Il collegio è stato però di un altro avviso e dopo la camera di consiglio ha respinto il ricorso.

I giudici hanno ritenuto tutt’ora sussistenti il rischio di reiterazione del reato e d’inquinamento probatorio, non essendo mutato il quadro accusatorio, ma hanno comunque accordato ad Emilio Arnesano, 62enne di Carmiano e Carlo Siciliano, 62 anni di Lecce, dirigente dell’Asl di Lecce (entrambi agli arresti domiciliari), uno speciale permesso per trascorrere con i propri familiari le vacanze pasquali.

Nel corso del processo odierno è stato, poi, ascoltato in qualità di teste, un comandante della Guardia di Finanza di Lecce che ha coordinato le indagini.

Inoltre, i giudici hanno conferito l’incarico ad un perito per la trascrizione delle intercettazioni. Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 maggio.

Ieri, ricordiamo, la difesa aveva sostenuto l’inutilizzabilità di quelle che riguardano Arnesano e Siciliano. I giudici si sono riservati e nella tarda serata, al termine della camera di consiglio, hanno rigettato l’istanza.

Le accuse a carico dei sette imputati sono a vario titolo ed in diversa misura: corruzione in atti giudiziari; induzione a dare o promettere utilità a pubblici ufficiali e abuso d’ufficio.

Il collegio difensivo è completato dagli avvocati: Amilcare Tana, Renata Minafra, Ladislao Massari, Alberto ed Arcangelo Corvaglia, Gabriele Valentini, Nicola Buccico del Foro di Matera, Cesare Palcanica del Foro di Roma; Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani.

Invece, già nell’udienza di ieri, la Procura ha detto sì al patteggiamento della pena per Giorgio Trianni, dirigente della Asl di Lecce. Il pm ha espresso parere favorevole all’istanza della difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Paolo Sisto e Stefano Chiriatti.

Si tratta di una richiesta di patteggiamento ad 1 anno ed 11 mesi con l’attenuante speciale del risarcimento del danno di 50mila euro verso il Ministero Della Giustizia.

I giudici hanno “stralciato” la posizione di Trianni dal filone principale ed il 6 maggio prossimo sarà un altro collegio a decidere se accogliere la richiesta.



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