Riconoscimento stato d’invalidità della suocera, genero costretto a versare 300 euro ad impiegato Asl

Un 59enne di Veglie, impiegato della Asl di Lecce, nonché segretario della Commissione di Galatina è stato condannato ad un anno e 6 mesi (pena sospesa) dal Gip Vincenzo Brancato, dopo che l’avvocato Minafra ed il Pubblico Ministero Guglielmi avevano concordato il patteggiamento.

Avrebbe chiesto una mazzetta, per il riconoscimento dello stato d'invalidità della suocera di G.C., ed un impiegato della Asl di Lecce, nonché segretario della Commissione di Galatina ha patteggiato la pena. Il 59enne di Veglie, accusato di "induzione indebita a dare o promettere utilità" è stato condannato ad un anno e sei mesi (pena sospesa) dal Gip Vincenzo Brancato, dopo che l'avvocato Renata Minafra ed il Pubblico Ministero Paola Guglielmi avevano concordato il patteggiamento.

La scelta della modalità con cui "essere giudicato", sarebbe comunque stata dettata non da un'esplicita ammissione di colpevolezza, ma soltanto dalla volontà di evitare le lungaggini di un processo. Il segretario ha comunque sempre continuato a lavorare in quel ruolo e nei suoi confronti non è stato mai adottato alcun provvedimento disciplinare.

Secondo l'accusa, l'uomo di Veglie, in qualità di pubblico ufficiale avrebbe indotto il genero di una donna in attesa del riconoscimento dello stato d'invalidità, a consegnargli trecento euro per "sbloccare" la pratica pendente presso la commissione di Lecce, attraverso la trasmissione del verbale conclusivo. I fatti, risalenti alla primavera del 2009 e culminati con la richiesta del denaro, avvenuta a Copertino, sarebbero stati denunciati da un collega dell'impiegato di Veglie della Azienda Sanitaria Locale del territorio salentino.

Una volta messe in atto le dovute verifiche da parte degli inquirenti, fu disposta dal Gip l'iscrizione nel registro degli indagati del 59enne.
 



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