Ritrovato in possesso di una mappa, ma non di un tesoro: 42enne usufruisce di uno sconto di pena

Il giudice monocratico ha condannato a 9 mesi di reclusione il 42enne di Miggiano. La sentenza pur non essendo di assoluzione, ha tenuto conto di quanto sostenuto dal difensore, l’avv.Indino: la droga, ritrovata in un albero di ulivo ‘grazie’ ad un ‘pizzino’,era ad uso personale.

Non vi era alcun "tesoro" all'interno dell'ulivo, ma soltanto una modica quantità di marijuana, ragion per cui un 42enne di Miggiano ha usufruito di uno sconto di pena. È quanto emerso nel processo a carico di Vincenzo Del Popolo, condannato a nove mesi di reclusione dal giudice monocratico Michele Toriello, dopo che il Got (giudice onorario di tribunale) aveva invocato una condanna ad un anno e mezzo.

La sentenza pur non essendo di assoluzione, ha tenuto conto di quanto sostenuto dal difensore di Del Popolo, l'avvocato Tony Indino che, attraverso la richiesta di una consulenza che verificasse l'esatta quantità di marijuana, nascosta nell'incavo dell'albero, ha ottenuto giustizia per il suo assistito. Dalla perizia tossicologica disposta dal tribunale, venne infatti fuori che, nell'involucro di cellophane fossero contenuti soltanto 250 grammi di droga, da cui poter ricavare circa 27 dosi. Il difensore del miggianese ha, quindi, potuto dimostrare, visto che da quel quantitativo si potevano ottenere meno di 50 dosi, come Del Popolo non fosse coinvolto in alcuna attività di spaccio. Il giudice Toriello lo ha infatti condannato, per "detenzione illecita di stupefacenti", riconoscendo, però la "lieve entità della pena".

Il 42enne di Miggiano risulta essere un tossicodipendente, già "pescato" in altre occasioni in possesso di droga (il 23 ottobre 2014 era stato condannato in abbreviato dal gup Vincenzo Brancato a sei mesi di reclusione, per l’eroina ritrovata nella sua abitazione), ma in questa occasione, la sostanza stupefacente oltre che risultare una "droga leggera", ha certamente sbalordito gli inquirenti per la modalità con la quale è stata ritrovata. La scoperta del pacchetto contenente cannabis avvenne grazie ad un indizio procurato, seppur in maniera involontaria, dall'imputato stesso. Del Popolo tre anni fa, mentre si trovava recluso nel carcere di Lecce, prima di un colloquio con i familiari viene perquisito. Gli agenti della polizia penitenziaria gli trovano addosso una sorta di mappa probabilmente destinata al fratello, con la precisa indicazione di un percorso. Il "pizzino" riportava un tragitto, che, come ricostruirono i carabinieri di Miggiano, partiva da casa dell’imputato e si concludevanei pressi di un albero d’ulivo alla periferia del paese.

Gli investigatori inoltrarono il "curioso" ritrovamento in Procura e per Del Popolo scattò una denuncia a piede libero.



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