Inchiesta “Re Artù”. Rodolfo Rollo potrà continuare a lavorare come dirigente medico

Il Tribunale del Riesame, nella giornata di oggi, ha rigettato l’Appello della Procura che chiedeva la revoca del provvedimento del gup

Continuerà a lavorare come dirigente medico all’ospedale di Scorrano,  l’ex Direttore Generale dell’Asl di Lecce Rodolfo Rollo, finito sotto processo dopo l’inchiesta “Re Artù” sullo scandalo nella sanità.

Il Tribunale del Riesame (presidente Carlo Cazzella), nella giornata di oggi, ha rigettato l’Appello della Procura che chiedeva la revoca del provvedimento del gup Sergio Tosi con cui Rollo, assistito dagli avvocati Massimo e Riccardo Manfreda, veniva autorizzato all’esercizio di incarico professionale di Dirigente medico presso l’Asl di Lecce. E contestualmente, la Direzione strategica dell’Asl, in ottemperanza alla disposizione, gli aveva assegnato l’equipe della Direzione sanitaria del Presidio ospedaliero di Scorrano.

Va detto che nel mese di dicembre, il gip Simona Panzera aveva confermato la misura interdittiva della sospensione per un anno dall’incarico di Direttore Generale.

Rodolfo Rollo è accusato di corruzione impropria per aver “favorito” l’accordo per l’acquisto delle prestazioni dialitiche del Centro “Santa Marcellina” collegato all’ospedale “Salvatore Panico” di Tricase, diretto da Suor Margherita, attraverso l’intermediazione di Salvatore Ruggeri che era, all’epoca dei fatti, assessore regionale al Welfare. In cambio avrebbe ottenuto come “favore” l’assunzione del figlio all’ospedale di Tricase a tempo pieno e determinato (a decorrere dal 30 settembre 2019) previa nuova attivazione di una funzione di ‘ingegneria clinica’ cui veniva appositamente destinato con incarico di dirigente professionale ingegnere (prorogato sino al 30 settembre 2022).

Raggiunto dalla richiesta di applicazione della misura interdittiva del pm Alessandro Prontera, Rollo si era dimesso dall’incarico di Direttore Generale della Asl di Lecce, passando a ricoprire quello di direttore del distretto di Lecce.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip, Rodolfo Rollo aveva respinto le accuse, escludendo forzature e precisando che l’iter per l’accreditamento degli ambulatori per la dialisi era stato legittimo. Così come, a suo dire, anche l’assunzione del figlio non sarebbe stato il frutto di scambio di favori.

Intanto, nei giorni scorsi, al termine dell’udienza preliminare “Re Artù”, Rodolfo Rollo è stato rinviato a giudizio, assieme ad altri imputati, dal gup Sergio Tosi. In precedenza, l’Asl si era costituita parte civile.

Il processo si aprirà il 5 giugno dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale.

 

 

 



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