Rubano 400 pannelli fotovoltaici, ma un controllo fa saltare il colpo: 4 in manette

Una volta rubati, avrebbero rivenduto i pannelli fotovoltaici in Marocco. Il piano però è stato scoperto ‘per caso’ dai carabinieri della compagnia di Gallipoli e Campi Salentina. A finire in manette sono quattro cittadini di nazionalità marocchina.

Che i pannelli fotovoltaici siano un “bottino” ambito è cosa ormai risaputa. Lo dimostrano i numeri dei furti, messi a segno o solo tentanti, in allarmante aumento. Anche il modo d’agire è più rodato che mai: una volta preso di mira il campo da colpire, nel giro di pochi minuti i malviventi tentano di smontare quanti più pannelli possibile. Poi li caricano e fuggono via, prima che scatti l’allarme. Perché in questo tipo di colpi, anche un solo minuto può bastare per mandare tutto a monte. Ed invece deve filare tutto liscio. Basta pianificare anche i dettagli e agire con precisione svizzera. Esattamente come hanno fatto i ladri, tutti di nazionalità marocchina, che nella notte hanno rubato circa 400 pannelli da un’area adibita a campo fotovoltaico, uno dei più grandi del Salento, nella frazione di Tuttisanti, nel comune di Ugento.

Approfittando del favore del buio ed equipaggiati con la giusta attrezzatura, Zaki Khalid, 30enne già noto alle forze dell’ordine per furti simili, Mohamed Mankouch, 28enne; Mohamed Anoune 34enne e Mohamed Boui, che di anni invece ne ha 38, tutti incensurati, si sono arrampicati sulla recinsione e una volta tranciata si sono creati un varco dove far passare i pannelli rubati per caricarli su due grossi furgoni.

Una vera impresa, ma evidentemente per loro come si suole dire «il gioco valeva la candela». L’intenzione, infatti, era quella di rivenderli in Marocco, dove avrebbero sicuramente ricavato un buon profitto. In realtà, il bottino sarebbe dovuto essere ancora più cospicuo: nel corso del trasporto del primo carico di pannelli, infatti, il furgone su cui viaggiavano i primi due malviventi è stato fermato alle prime ore dell’alba sulla Strada Statale 274 tra Ugento e Gallipoli da una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Gallipoli che, già da mesi, insieme al personale della compagnia di Campi Salentina, sta svolgendo una serie di servizi notturni straordinari di controllo del territorio anche sulle aree rurali dove sorgono i campi di pannelli fotovoltaici al fine di contrastare il sempre più diffuso e preoccupante fenomeno.

Inizialmente, aperto il vano di carico del furgone, sembrava tutto in ordine: dentro vi erano solo alcuni vecchi mobili. Anche la giustificazione addotta sembrava credibile: i due fermati, infatti, hanno raccontato ai militari che stavano traslocando ed erano in partenza dall’Italia per tornare verso il loro Paese di origine.
Peccato però che sia i vestiti infangati, sia alcune incongruenze circa la loro provenienza e destinazione (entrambi infatti risultano residenti ad Eboli) hanno portato i militari a vederci più chiaro e così scaricati dal furgone i mobili più all’esterno, sono apparsi centinaia di pannelli meticolosamente e scientificamente allocati uno sull’altro che riempivano ogni centimetro del mezzo.

La verità è giunta poco dopo, grazie ad una rapida ricerca effettuata in contemporanea attraverso la Centrale Operativa della Compagnia di Gallipoli: è bastato cercare eventuali allarmi anti-intrusione scattati nei campi solari nelle ore immediatamente precedenti all’alt per individuare l’area “predata”. È lì che si sono dirette alcune pattuglie ed è lì che i carabinieri hanno  sorpreso altri due marocchini con un altro furgone completamente carico, pronti a lasciare il campo.

I quattro sono stati così accompagnati in caserma a Gallipoli per le formalità di rito e, sentito il P.M. di turno Dott.ssa Roberta Licci, sono stati dichiarati in stato di arresto per furto aggravato perché commesso con violenza sulle cose, a danno di strutture che producono energia elettrica e di elevato valore, in concorso: per loro si sono aperte le porte della Casa Circondariale di lecce.

I pannelli ed i mezzi sono stati sottoposti a sequestro. Il danno complessivo ammonta ad oltre 70.000 euro. Sono in corso indagini per verificare se i quattro abbiano commesso altri fatti analoghi nel recente passato nella provincia. All’operazione hanno partecipato 12 militari delle due compagnie – sia in abiti civili che in uniforme – a bordo di sei autovetture.



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