Scippi e rapine ai danni di anziani: uno patteggia la pena, l’altro è assolto in abbreviato

Gli episodi contestati al 44enne di San Donaci, Armando De Benedittis sarebbero stati compiuti tra agosto e settembre 2011, in alcuni comuni del Nord Salento, fuori dagli uffici postali. Il presunto complice, suo compaesano, è stato assolto

Sarebbero stati tra i protagonisti di una lunga sequela di scippi e rapine ai danni di anziane vittime, all’uscita degli uffici postali. Dinanzi al gup Simona Panzera, uno di essi ha patteggiato una pena di 3 anni, oltre al pagamento di una multa di 1.000 euro. Si tratta di Armando De Benedittis, 44enne di San Donaci, difensore Vincenzo Perrone. Secondo l'accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio De Donno, egli rispondeva dei reati di furto con destrezza e rapina aggravata.
 
Gli episodi contestati a De Benedittis sono tre scippi e otto rapine, compiute tra il 3 agosto ed il 6 settembre 2011, in alcuni comuni del Nord Salento (facenti parte della provincia di Lecce). Il 44enne in tre occasioni, secondo l'accusa, si sarebbe avvalso della complicità di Francesco De Mitri, sempre di San Donaci. Quest'ultimo, difeso dall'avvocato Giovanni Barba del Foro di Brindisi, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato ed è stato assolto per non avere commesso il fatto. Il pm De Donno aveva chiesto la condanna a 5 anni, mentre il legale di De Mitri si era espresso per l'assoluzione. L'avvocato Barba riteneva che non ci fossero prove "schiaccianti", le quali attestassero la colpevolezza del proprio assistito. Vi sarebbero state soltanto alcune testimonianze in merito alla "frequentazioni" dei due imputati nei paesi "incriminati", quali Novoli e Squinzano, ma nessuna prova della presenza di De Mitri nei pressi degli uffici postali.
 
Gli episodi per i quali sono stati chiamati in causa i due imputati, costituiscono una "costola" di un'inchiesta ben più ampia, coordinata dal procuratore aggiunto De Donno e condotta dai Carabinieri di Campi Salentina. I colpi avrebbero avuto come "scenario" i paesi di Trepuzzi, Novoli, Carmiano, e Veglie. Infatti, De Benedittis era stato già condannato a 6 anni di reclusione in abbreviato dinanzi al gup Giovanni Gallo, per altri episodi analoghi a quelli odierni, nell'ambito dell'operazione investigativa denominata "Argento" che vide coinvolta anche la sua convivente una 24enne, originaria di San Pancrazio Salentino. Il nome dell'inchiesta traeva spunto dalla vernice della carrozzeria dell'auto impiegata per tallonare le vittime, ma anche dal colore dei capelli delle potenziali vittime; un lungo elenco di anziani inermi ed assolutamente ignari di appostamenti e "trappole per topi" messi a punto dalla coppia. Anche la scelta dei paesini in cui colpire non era casuale; paesi dell'hinterland leccese, presso i quali, i rapinatori e scippatori seriali risultavano pressoché degli sconosciuti.



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