Ritrovata alla stazione di Foggia la 27enne etiope scomparsa: sollievo per Mariam

Mariam Amaanou, una ragazza etiope 27enne, si era allontanata nella notte tra giovedì e venerdì scorso da una abitazione di Galatina dove vive insieme ad altre ragazze. Da poco è stata ritrovata presso la Stazione di Foggia dopo una segnalazione alla Polizia Ferroviaria.

"Abbiamo il piacere di comunicarvi che Mariam è stata ritrovata a Foggia in stazione". Con questa frase, dunque, Arci Lecce fa sapere in redazione del ritrovamento in cui tanti speravano. Alcune persone hanno notato sulla banchina ferroviaria una donna evidentemente bisognosa di aiuto e ne hanno segnalato la presenza alla Polizia Ferroviaria, che è riuscita a identificarla grazie alla segnalazione di persona scomparsa effettuata da Arci Lecce. Dopodiché, Mariam è stata soccorsa da una ambulanza del 118 che ha constatato la necessità di un ricovero allo scopo di farle recuperare forze ed energie (era disidratata e bisognosa di cibo). "Al momento – si legge nella nota – stiamo lavorando con Arci Foggia perché Mariam venga raggiunta in ospedale e assistita anche dopo le dimissioni".

"Su dove fosse diretta e sul perché di questa sua repentina decisione di allontanarsi da Galatina parleremo con lei, per cercare di capire se la sua scomparsa sia frutto del suo disagio psicologico o se avesse davvero intenzione di raggiungere un luogo o persone precise (di cui comunque non ha mai parlato con gli operatori di Arci Lecce). Nella seconda ipotesi, appurata l’affidabilità dei suoi progetti, non esiteremo a darle una mano a raggiungere la sua destinazione in tutta sicurezza e non con mezzi di fortuna".

"Vogliamo ringraziare quanti in queste ore – conclude il comunicato – a partire dai mezzi di informazione, ci hanno dato una mano nelle ricerche. E vogliamo ringraziare i cittadini che a Foggia hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte di fronte a Mariam". «Dateci una mano a ritrovare Mariam sana e salva», fu invece l'appello lanciato poche ore fa dagli stessi volontari dell’associazione Arci Lecce, che non avevano più notizie di quella ragazza etiope, 27enne. La giovane – in grado di comprendere soltanto l’arabo o l’oromo – si è allontanata nella notte tra giovedì e venerdì scorso da un’abitazione di Galatina, dove vive insieme ad altre ragazze beneficiarie del progetto di accoglienza “Safia ama Jean”.
  
In questi tre mesi di ospitalità non era mai stata vista con un cellulare. Il progetto SPRAR “ Safia Ama Jan” è nato nel 2009 con l'obiettivo di costituire una rete di accoglienza, protezione e assistenza per soggetti appartenenti a determinate categorie vulnerabili (donne sole, nuclei monoparentali, famiglie). In linea con quanto previsto dal Protocollo d’intesa stipulato nel 2001 tra il Ministero dell’Interno, l'ANCI e l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR), si fonda sui principi dell'empowerment e sul progressivo rafforzamento dell’autonomia del beneficiario, attraverso un percorso integrato di attività e servizi offerti in sinergia con le realtà istituzionali, sociali e associative del territorio.
  
I beneficiari del progetto vivono in appartamenti situati nel contesto urbano, con un numero ridotto di posti letto: ciò permette loro di ritrovare la serenità di un ambiente domestico, con la possibilità di instaurare positive relazioni con gli altri ospiti, gli operatori e il vicinato.

Ai beneficiari, oltre all'accoglienza, vengono garantite tutela legale, assistenza amministrativa e socio-psico-sanitaria, insegnamento della lingua italiana, frequenza di corsi di formazione e aggiornamento professionale, attivazione di progetti di tirocinio sostenuti con borse lavoro, accompagnamento all'inserimento lavorativo, orientamento e accompagnamento per la ricerca di soluzioni abitative in autonomia.



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