Tenta per due volte il furto in chiesa. Incastrato dalla testimonianza del viceparroco, morso al braccio

Adam Jasari, 38enne serbo è finito ai domiciliari al campo ‘Panareo’. Per due volte ha tentato il furto nella chiesa di San Pio X, fuggendo a mani vuote. Ad incastrarlo, le telecamere di videosorveglianza e la testimonianza del viceparroco.

Non contento forse del primo colpo andato male, si era ripresentato, di nuovo, nella Chiesa di San Pio X, a Lecce alla ricerca di qualcosa di ‘prezioso’ da rubare. E per due volte era fuggito via, a mani vuote. In un caso, aveva addirittura morso il braccio del viceparroco che, dopo averlo ‘sorpreso’, aveva tentato di bloccarlo nel disperato tentativo di chiedere aiuto. Di più era entrato in azione a favore di telecamera che aveva ripreso le sue gesta. Alla fine l’autore Adam Jasari, serbo 38enne, ha dovuto dare conto del suo operato. Questa mattina, infatti, i Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa lo hanno arrestato in ottemperanza ad un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Sezione del Riesame del Tribunale di Lecce. L’uomo è stato così accompagnato nel campo sosta ‘Panareo’, per rimanervi ai domiciliari.
 
Per capire, però, tocca fare un passo indietro e tornare all’anno scorso quando il 38enne, come detto, ha tentato due furti all’interno della parrocchia, di cui uno diventato rapina impropria dopo essere stato scoperto.  Il primo episodio risale al 15 ottobre del 2014. Quando da poco erano passate le 19.00, infatti, il viceparroco mentre si stava recando nello studio del sacerdote che in quel momento stava celebrando la santa Messa, non ha potuto fare a meno di notare che le porte di accesso alla canonica e all’esterno erano stranamente aperte. Uscito fuori per controllare, si era accorto che la luce della canonica era accesa. Non solo. All’interno dello studio del parroco aveva visto chiaramente una sagoma, un’ombra che si spostava. È li che ha sorpreso un uomo, poi identificato nel 38enne, che stava appoggiando la chiave sulla scrivania. Ha pure tentato di bloccarlo mentre invocava aiuto, ma per divincolarsi Jasari non ha esitato dargli un morso sul braccio. A quel punto il malcapitato non ha potuto far altro che mollare la presa.
 
Il malfattore, invece, dopo aver rovistato ogni angolo, era fuggito via a mani vuote. Non pago, però, ci aveva riprovato qualche giorno dopo, il 27 ottobre per l’esattezza. In questo caso, si era introdotto sempre nello stesso studio, tra le 15.00 e le 15.30 forzando la porta di alluminio. Ma anche in questo caso non è riuscito a rubare nulla. Non è stato facile arrivare a lui, di certo hanno aiutato le telecamere del sistema di videosorveglianza che lo hanno immortalato perfettamente e la testimonianza del viceparroco che ha prima fornito una descrizione dettagliata e poi lo ha riconosciuto.
 
Raccolto il materiale video e la dichiarazione del vice parroco, i Carabinieri hanno inviato la comunicazione di reato all’Autorità Giudiziaria, ed oggi, dopo i vari passaggi, il Tribunale del Riesame ha emesso l’ordine di arresto. In seguito al provvedimento di arresto odierno, lo JASARI è stato condotto agli arresti domiciliari presso il campo sosta “Panareo”.



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