Tragedia sfiorata a Cavallino. La lite col cognato degenera in 5 coltellate, grave 24enne

Ha accoltellato il fidanzato della sorella, dopo un acceso litigio nato, probabilmente, per futili motivi. Uno dei cinque colpi inferti con l’arma da taglio ha perforato il polmone sinistro e ridotto quasi in fin di vita Silvio Rispoli, 24 anni di Lizzanello.

Una banale lite, degenerata, è finita con una folle corsa all’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce per un intervento chirurgico. Si può riassumere così, la notte di Silvio Rispoli, 24enne di Lizzanello ferito con ben cinque coltellate alla spalla dal fratello della fidanzata, il 22enne Michele Santoro, ora fermato dai carabinieri nello stesso appartamento a Cavallino, dove qualche minuto prima della mezzanotte era avvenuto il tutto. Un colpo, particolarmente grave, avrebbe persino perforato il polmone sinistro del 24enne tant’è che i medici del nosocomio salentino hanno ritenuto necessario procedere con un’operazione d’urgenza.
 
Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato con una banale lite nata, azzardando un’ipotesi, per futili motivi. Ad un certo punto però, il battibecco tra i due giovani è degenerato, improvvisamente, prendendo una piega inaspettata. Già perché capita spesso che dalle parole si passi ai fatti, più raramente accade che per “fatti” si intenda una violenza così forte, cruenta tant’è che ad un certo punto, nei momenti concitati della colluttazione, il cognato della vittima avrebbe impugnato il coltello e sferrato cinque fendenti al 24enne tutti tra l’addome e la spalla che gli hanno procurato tagli profondi e lesioni gravi.
 
Quando i sanitari del 118 – allertati dai genitori della ragazza – hanno raggiunto l’abitazione in cui si era consumata la lite, capendo subito la criticità della situazione, hanno immediatamente trasportato il malcapitato a bordo di un’ambulanza in codice rosso all’ospedale dove, come detto, è stato sottoposto ad un delicato intervento chiururgico, durato fino alle prime luci del mattino. Sebbene l’operazione sia riuscita, il giovane è comunque tenuto sotto costante osservazione nel reparto di Chirurgia, dove è tutt’ora ricoverato in attesa che i medici sciolgano la prognosi che al momento resta riservata.
 
Ovviamente dei fatti sono stati informati i carabinieri della stazione locale che insieme ai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce stanno effettuando tutti i rilievi del caso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Santoro ha subito ammesso di essere stato colto da un vero e proprio raptus d’ira, poi superando un attimo di tentennamento ha permesso ai militari di recuperare l’arma utilizzata per ferire il cognato: un coltello a serramanico con lama di circa 6 centrimetri che aveva gettato nel tombino fognario della sua abitazione, per disfarsene. Per lui sono scattate le manette con la grave accusa di tentato omicidio, anche se in fatto che sia incensurato e le modalità in cui è avvenuto il tutto hanno portato l’Autorità Giudiziaria a concedergli gli arresti domiciliari, regime in cui dovrà restare a disposizione del Dott. Emilio Arnesano, Pubblico Ministero di turno presso la locale Procura della Repubblica.



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