Operaio morì dopo il crollo dell’ex scuola di Santa Maria di Leuca. Arrivano tre condanne

Francesco Panzarino, operaio 58enne di Bitonto, morì il 25 agosto del 2015, mentre lavorava nel cantiere dell’ex istituto scolastico

Arrivano tre condanne al termine del processo sulla morte di un operaio, a seguito del crollo dell’ex scuola elementare di Santa Maria di Leuca. Il giudice monocratico Maddalena Torelli ha inflitto: 2 anni di reclusione a Vincenzo Paolo Bagnato, 46enne di Bari, Direttore dei lavori e Coordinatore della sicurezza; 1 anno e 4 mesi a Leonardo Campa, 45 anni di Gallipoli, responsabile dei lavori e Anna Agostinacchio, 53enne di Bitonto, legale rappresentante della A.R.C. costruzioni, l’impresa esecutrice dei lavori con sede a Bitonto. Per tutti è stata disposta la sospensione della pena.

Il giudice ha, inoltre, stabilito una provvisionale compresa tra i 30 mila ed i 50 mila euro, oltre al risarcimento in separata sede, in favore dei familiari della vittima, l’operaio 58enne di Bitonto, Francesco Panzarino. Si tratta, tra gli altri, di moglie e figli che si erano costituti parte civile con l’avvocato Michele Pasculli.

Assoluzione “per non aver commesso il fatto”, invece, per Walter Pennetta, 58 anni di Taurisano, progettista.

Gli imputati rispondevano dell’accusa di omicidio colposo e inosservanza delle leggi sulla sicurezza del lavoro.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Donato Mellone, Umberto Leo, Alessandro De Matteis che potranno presentare ricorso in Appello.

Ricordiamo che l’operaio 58enne di Bitonto morì il 25 agosto del 2015, mentre lavorava nel cantiere dell’ex istituto scolastico. Si trovava assieme a due colleghi, in via Leonardo da Vinci, impiegato nei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Pochi minuti dopo le 9.00, però, è accaduto il tragico episodio. Il solaio ed il muro divisorio hanno ceduto improvvisamente schiacciando l’operaio, rimasto a lungo sotto le macerie.

I militari accorsi sul luogo dell’incidente hanno subito scavato sotto i resti della scuola, ma intorno alle 11:30 è stato ritrovato il corpo senza vita di Francesco Panzarino. L’uomo era, difatti, appena rientrato al lavoro dopo avere fatto una pausa per bere un caffè, assieme a due altri operai. Questi ultimi si erano però attardati qualche istante. Probabilmente, il tempo necessario per evitare di rimanere anch’essi vittima del tragico crollo.

La Procura, nel corso delle indagini, dispose una consulenza sull’immobile, posto sotto sequestro, eseguita dagli uomini dello Spesal di Maglie. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Paola Guglielmi ha fatto luce sui gravi problemi strutturali dell’ex scuola, eseguendo degli accertamenti sul progetto di ristrutturazione.

L’immobile, adibito anni fa ad istituto scolastico, era in procinto di diventare “Museo Civico del Corallo Bianco”, grazie ai finanziamenti comunitari. In tal senso era stato predisposto un progetto da parte del Comune di Castrignano del Capo.



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