Omicidio del falegname di Castri, torna indietro il processo. Tensione in aula tra due imputate 

Dopo la decisione della Corte d’Assise che ha accolto l’istanza della difesa, il gip dovrà valutare l’imputazione e la richiesta di abbreviato

Torna indietro il processo sull’omicidio del falegname di Castri di Lecce, in virtù della riforma Cartabia. La Corte d’Assise di Lecce (presidente Pietro Baffa, a latere Maria Francesca Mariano e giudici popolari), nel corso della prima udienza che si è celebrata questa mattina presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, ha disposto la restituzione degli atti al gip Laura Liguori, dopo una questione preliminare avanzata dalla difesa di tre imputati.

I legali hanno evidenziato la nullità del provvedimento del gip con cui veniva dichiarata inammissibile la richiesta di rito abbreviato. Infatti, secondo la difesa, il giudice, in base ad una nuova norma prevista dalla legge Cartabia, avrebbe dovuto convocare la camera di consiglio.

Adesso, il gip dovrà fissare l’udienza e valutare l’imputazione e la richiesta di rito abbreviato, non ammissibile per i reati punibili con l’ergastolo.

Intanto, a margine dell’udienza, non sono mancati i momenti di tensione tra due imputate dietro le sbarre. E una di esse, ha aggredito l’altra ed ha anche inveito contro il suo avvocato.

Ora sarà il pm Maria Consolata Moschettini, presente in aula, a valutare le iniziative da intraprendere.

Sul banco degli imputati compaiono: Angela Martella, 58 anni di Salve (assistita dall’avvocato Silvio Verri), Patrizia Piccinni, 48 anni, di Alessano (difesa dall’avvocato David Alemanno) e Antonio Esposito, 39enne, di Corsano (assistito dall’avvocato Luca Puce); Emanuele Forte, 30 anni di Corsano (difeso dall’avvocato Marco Costantini). Rispondono, in concorso, dell’accusa di omicidio volontario con l’aggravante dell’aver commesso il delitto allo scopo di eseguire quello  di rapina.

I famigliari della vittima sono assistiti dall’avvocato Cristiano Solinas e si sono costituiti parte civile.

Occorre ricordare che nelle settimane scorse il gip Laura Liguori ha emesso un decreto di giudizio immediato, come richiesto dal pm Maria Consolata Moschettini, nei confronti di Martella, Piccinni ed Esposito. I tre furono arrestati e condotti in carcere nell’ottobre scorso, a seguito di ordinanza di custodia cautelare. Alcuni giorni dopo l’interrogatorio di garanzia, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce eseguirono anche l’arresto di Forte che inizialmente era indagato a piede libero.

L’indagine ha fatto luce sul grave fatto di sangue avvenuto a Castri di Lecce, l’11 giugno 2022, quando il pensionato Donato Montinaro, falegname 75enne del posto, è stato trovato senza vita nella sua abitazione (legato, imbavagliato e con segni di percosse).

L’uomo, come emerso dall’autopsia, eseguita dal medico legale Roberto Vaglio, è morto a seguito di “asfissia da soffocamento”.

In base a quanto emerso nel corso dell’inchiesta, gli indagati dopo essersi introdotti nell’abitazione, avrebbero percosso, incappucciato e immobilizzato la vittima, legando le mani e i piedi. E si sarebbero allontanati dall’abitazione portando con loro anche una motosega e una somma di denaro in contanti.

Sono risultate fondamentali ai fini delle indagini, le immagini degli impianti di videosorveglianza, le intercettazioni e l’ascolto di alcuni testimoni.

 



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