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Una richiesta di denaro per evitare il protesto dell’assegno: condannati per estorsione a 3 anni e 4 mesi

by Angelo Centonze
23 Agosto 2017 14:57
in Cronaca
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Una richiesta di denaro con la promessa non mantenuta di una rapida restituzione, costa la condanna a due presunti complici. Il collegio della seconda sezione penale, presieduto dal giudice Roberto Tanisi, a latere Silvia Saracino e Maria Pia Verderosa  ha inflitto una pena di 3 anni e 4 mesi per Marco Verderamo, 44enne di Lecce e per Fausto Versienti 52 anni di Campi Salentina. È stata anche disposta l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni nei confronti di entrambi gli imputati.

Il pubblico ministero d'udienza Emilio Arnesano, aveva invocato una condanna a 5 anni, sia per Verderamo che per Versienti, con l'accusa di estorsione. Secondo la tesi della Procura ( titolare dell'inchiesta, il Dr. Giuseppe Capoccia) Versienti, intermediario attivo nel settore immobiliare, avrebbe indotto un suo conoscente, il 52enne di Mesagne, Antonio Colelli, ad uno "scambio" di assegni con Verderamo. A convincere Colelli sulla buona fede dell'operazione, la rassicurazione di Versienti il quale sosteneva che Verderamo, in quel periodo in momentaneo bisogno di liquidità, gli avrebbe entro una settimana " rimborsato" la somma concordata, attraverso un'altro assegno post-datato al 22 maggio 2008, presso la BPP di Lecce.

Secondo l'accusa poi, i due complici, poiché Verderamo non aveva "provvista" sufficiente per pagare l'assegno alla scadenza dello stesso, consegnato a Colelli, avrebbero architettato un piano.  Avrebbero minacciato  di presentare una denuncia contro ignoti per la sottrazione dell'assegno, secondo loro consegnato regolarmente a Colelli, in modo da poterlo accusare anche se indirettamente, di ricettazione.

Per evitare di ricorrere a tale stratagemma, avrebbero chiesto in cambio al 52enne di Mesagne, la somma di 3.500 in contanti. La somma serviva ad evitare il protesto dell'assegno che nel frattempo Colelli aveva presentato per l'incasso.

Il difensore di Versienti, l'avvocato Francesco Tobia Caputo, aveva chiesto, nell'ambito della discussione in aula, l'assoluzione per Versienti poiché quest'ultimo non avrebbe partecipato all'estorsione, ma sarebbe intervenuto nella vicenda, semplicemente nelle " vesti" di amico  di Colelli.  Verderamo era invece difeso dall'avvocato Francesca Conte. Adesso  si attendono le motivazioni della sentenza che saranno depositate entro il termine di 60 giorni.

Tags: estorsioni
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