Operazione “Var Bay”, ecco come agivano gli spacciatori. Zanchi: “Droga nelle marine fenomeno preoccupante”

Gli uomini dell’Arma sono arrivati a richiedere il provvedimento dopo una serie di riprese con le telecamere e controlli incrociati. Quattro le piazze di vendita della droga ognuna era gestita da un referente con suddivisione e ripartizione dei compiti.

“Il fenomeno dello spaccio di droga nelle località rivierasche è molto esteso e preoccupante. L’operazione cui abbiamo dato vita questa notte, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha fatto sì che si sia posto fine a un traffico di stupefacenti ‘al minuto’, che ha visto come protagoniste sette persone di origine africana, stabilitesi nella città di Gallipoli, che hanno dato vita a un fiorente spaccio di marijuana a e cocaina”, con queste parole il Comandante provinciale dei Carabinieri di Lecce, Giampaolo Zanchi, ha commentato l’operazione denominata “Var Bay” che, iniziata nella nottata appena trascorsa e terminata alle prime luci dell’alba, ha portato al fermo di sette persone di origine africana accusate di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Le indagini

Le indagini, che hanno preso il via lo scorso 13 luglio e sono terminate il 5 agosto hanno portato alla luce l’esistenza di quattro piazze di spaccio finalizzate alla vendita a turisti, anche minorenni, di marijuana, hashish e cocaina.

Ogni piazza era gestita da un referente con suddivisione e ripartizione dei compiti tra coloro che nascondevano e andavano a recuperare la droga, chi nascondeva i soldi e chi agganciava gli acquirenti. Oltre ai sette fermati ci sono anche 18 denunciati a piede libero.

Come hanno agito i Carabinieri

I militari della Compagnia dei Carabinieri di Gallipoli hanno effettuato riprese video documentando ben 35 cessioni di stupefacente nell’arco temporale delle indagini. Alle riprese, poi, si sono susseguiti i riscontri con autovetture e scooter civetta nei confronti degli assuntori con contestuale identificazioni degli spacciatori.

Le investigazioni sono state coordinate dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce Valeria Farina Valaori, che ha accolto i risultati investigativi dei militari gallipolini, disponendo i sette fermi sulla base della gravità indiziaria e del fondato pericolo di fuga degli indagati, tutti censurati e senza fissa dimora.

Per loro è stato possibile emettere decreto di fermo dal momento che è stata acclarata l’attività di spaccio di droghe pesanti (cocaina) e di droghe leggere, ma nei confronti di individui minori degli anni 18 e, per questi motivi, il reato è aggravato.

I fermati

A essere destinatari del decreto di fermo: Sarjo Bajang; Modou Ceesay; Mohamed Ceesay; Ibrahim Diallo; Bakary Njie; Musa Sanneh e Musa Touray. Sono tutti di nazionalità gambiana e senegalese, senza fissa dimora, tre di loro hanno un foglio di soggiorno, mentre, gli altri quattro, sono richiedenti asilo.

Concluse le formalità di rito sono stati tradotti presso il carcere di “Borgo San Nicola” a Lecce, in attesa di essere ascoltati dal Giudice per le Indagini Preliminari che deciderà se convalidare il fermo.

“Il dato allarmante – conclude il Comanda Provinciale – è che nel corso delle indagini è emerso che la cessione era destinata anche a minorenni e ciò ha determinato la necessità di intervenire in maniera tempestiva, interrompendo questa attività”.

Le indagini proseguono per fare luce su eventuali altri coinvolgimenti e per trovare il luogo dove la sostanza stupefacente è nascosta.

Non appena concluse le operazioni, con un post sul suo profilo facebook, il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha espresso soddisfazione per l’attività eseguita dai carabinieri di Gallipoli.


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