Si è svolto oggi l’interrogatorio (andato avanti con difficoltà, nonostante l’ausilio di un interprete) del 33enne, presunto omicida del fratello minore, di 29 anni. L’uomo è indagato per omicidio volontario, aggravato dal vincolo di parentela e dall’uso di un’arma, ed ha risposto alle domande del giudice dal carcere di Borgo San Nicola, Il 33enne assistito dall’avvocato Dario Paiano, ha dichiarato molto confuso e provato, davanti al gip Angelo Zizzari, di avere ammazzato il fratello, dopo un violento litigio avvenuto giovedì scorso all’interno dell’appartamento di via Luigi Cadorna, ma non ha fornito un movente preciso. Il giovane ha parlato, nello specifico, di un rapporto conflittuale con il fratello e con il padre, ma ha riferito di ricordare solo di avere avuto una colluttazione con il primo e di avergli sferrato un fendente. Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto.
In base ad una prima ricostruzione dei fatti, sulla scorta delle indagini coordinate dal pm Donatina Bufelli e condotte dai carabinieri della stazione di Tricase, il 28enne si è recato dal fratello maggiore. I due – entrambi lavoratori come banconisti in un bar di Tricase Porto – avrebbero avuto un violento litigio, intorno alle 17:30 del 30 aprile scorso, all’interno dell’appartamento di via Luigi Cadorna. Nel corso della lite, il 29enne, avrebbe inseguito il fratello, brandendo l’arma. E come emerso dall’esame esterno sul corpo (non si è resa necessaria l’autopsia), effettuato dal medico legale Ermenegildo Colosimo, il fratello più grande avrebbe inferto tre coltellate al più piccolo, con un coltello da cucina lungo 23 centimetri: una di queste, alla schiena, si è rivelata fatale.
Dopo l’omicidio, il giovane avrebbe anche effettuato una videochiamata, durante la quale avrebbe detto ai familiari in Bangladesh: “La vostra macchina dei soldi è finita! L’ho ucciso”.
Va detto che gli inquirenti indagano sul movente economico, senza trascurare alcuna pista. Intanto, la Procura ha disposto il sequestro dei telefoni per analizzare chat e contatti utili alle indagini e verranno scandagliate da un perito informatico, le chiamate e i messaggi intercorsi negli ultimi mesi, tra i due fratelli.
Si attendono gli sviluppi della delicata inchiesta.
