Il dialogo tra il territorio salentino e le istituzioni centrali si arricchisce di una nuova, autorevole voce. Simone Resinato ha ufficialmente ritirato il tesserino per l’accesso permanente alla Camera dei Deputati in qualità di rappresentante di interessi. La nomina, conferita dall’associazione sindacale nazionale Federdipendenti, segna un passaggio significativo per la tutela dei lavoratori e delle imprese, portando istanze concrete direttamente nel cuore del processo legislativo.
Un ponte tra istituzioni e realtà produttive
La figura del “rappresentante di interessi”, iscritta in un apposito elenco pubblico della Camera, non è solo un ruolo formale, ma un presidio di trasparenza. Resinato agirà come interlocutore qualificato tra il Parlamento e le realtà economiche, con l’obiettivo di rendere le leggi più aderenti ai bisogni reali.
Oltre alla guida di Federdipendenti, Resinato porta con sé l’esperienza maturata sul campo come Presidente del CAT Federaziende Lecce e Vicepresidente dell’EBTI (Ente Bilaterale Nazionale). Questa visione multidisciplinare gli permette di osservare il mercato del lavoro da più angolazioni: dalla burocrazia aziendale alla formazione, fino alla regolazione dei rapporti di lavoro.
La battaglia contro il “dumping contrattuale”
Il cuore della missione di Resinato a Montecitorio è già tracciato: il contrasto senza quartiere al dumping contrattuale.
«Il dumping non è una patologia marginale, ma una scelta politica che ha permesso la proliferazione di contratti poveri per abbattere il costo del lavoro», ha dichiarato Resinato. «È ora di dire che la qualità deve contare più del logo di chi firma il contratto».
L’obiettivo è promuovere soluzioni legislative che valorizzino i contratti di qualità, indipendentemente dalle sigle sindacali o datoriali coinvolte. In questo senso, Resinato cita come modello il recente CCNL per gli studi professionali e i CAF (sottoscritto da Federdipendenti, Federaziende, Snapel, Confsin e Fedimprese), che prevede un salario minimo di 9 euro l’ora. Un esempio concreto di come la contrattazione possa garantire dignità salariale ai sensi dell’Art. 36 della Costituzione.
L’intervento di Resinato tocca anche una corda sensibile della politica territoriale. Il neonominato rappresentante ha puntato il dito contro i sistemi di partenariato che, a livello locale (come accaduto a Lecce), tendono a escludere fette importanti della rappresentanza reale a favore di pochi soggetti “autoproclamati”.
«La rappresentatività non si dichiara, si dimostra nei contratti, nei salari e nei servizi», ha incalzato Resinato. «Quello che sta accadendo a Lecce è un modello che non deve diventare sistema: pochi decidono per tutti senza trasparenza. Questo non è pluralismo, è chiusura politica».
Con l’ingresso alla Camera, Simone Resinato intende avviare un confronto serrato con le forze politiche affinché le politiche del lavoro tornino a essere uno strumento di giustizia sociale e non un terreno di competizione al ribasso. La sfida è lanciata: trasformare la rappresentanza da “rendita di posizione” a servizio effettivo per il sistema Paese.
