L’episodio avvenuto nella nottata appena trascorsa a Cavallino. Sul posto i Carabinieri della Stazione locale e quelli del Norm di Lecce. A loro affidate le indagini. Nel pomeriggio di ieri analogo caso a Surbo.
La deflagrazione avvenuta intorno alle ore 23.30 in Via Ludovico Ariosto. Ignote le cause. Danni ingenti al fabbricato. Sul posto oltre agli agenti del Commissariato locale i Caschi Rossi.
L' inchiesta prese il via dalla denuncia presentata nel gennaio del 2017, dai genitori della presunta vittima. La ragazza sarebbe stata adescata per strada, con le promesse di piccoli regali.
Gli accertamenti effettuati dalla Procura fino al gennaio del 2015, avrebbero dimostrato che non fu mai espletata alcuna attività formativa, nonostante ciò risultasse "fittiziamente" dai registri scolastici. Insieme a lui rinviato a giudizio anche il genero.
In una lettera indirizzata al procuratore capo Leonardo Leone De Castris, dopo una precedente ritrattazione, sostiene che le dichiarazioni rese nel febbraio del 2015, corrispondevano al vero.
Sul posto sono giunti gli uomini delle forze dell'Ordine che ora indagano per chiarire i contorni della sparatoria avvenuta quando mancava qualche minuto alle 16.00.
“Lucio, se davvero vuoi hai voluto bene a Noemi racconta la verità”: è questo l’appello che papà Umberto ha voluto lanciare ai microfoni della Vita in diretta. Il ragazzo gli avrebbe anche scritto una lettera dal carcere.
I poliziotti della Questura di Lecce hanno rinvenuto in mattinata un volantino, dal titolo "Piovono Pietre", sul quale ora vogliono vederci meglio. Sono in corso le attività investigative ad opera della Digos.
La brutale esecuzione di madre e figlia avvenne il 20 marzo del 1991 a Parabita. L'imputato risponde del reato di duplice omicidio volontario finalizzato ad agevolare l'associazione mafiosa.
G. M., volto già noto alle forze dell’ordine, venne tratto in arresto nell'ottobre del 2017, dai carabinieri di Nardò, a seguito dell'ordinanza emessa dal gip di Lecce.