L’agricoltura che può essere (insieme al turismo) il fiore all’occhiello dell’economia pugliese è diventata in questi giorni il terreno di scontro tra il consigliere del Movimento 5 Stelle, Cristian Casili e l’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia. La scintilla è scoppiata all’indomani della decisione di “negare” a Lecce e Taranto la possibilità di percepire alcuni finanziamenti comunitari per lo sviluppo rurale. Riconoscendole come «aree periurbane», le due zone sarebbero automaticamente escluse dalle misure di sostegno all'imprenditoria agricola e ai giovani agricoltori nell'ambito del PSR 2014-2020.
Se per il consigliere pentastellato la classificazione ‘schizofrenica’ danneggerebbe i due territori, per l’assessore si tratta invece di una «semplice applicazione di parametri statistici, quali la densità di popolazione e l’utilizzo del suolo a fini agricoli e forestale». Parametri che – come replica Casili – più volte gli ordini professionali degli agronomi avevano chiesto di revisionare in quanto il rapporto SAT (superficie agricola totale) e densità di popolazione è perfettamente in linea con quello dei territori classificati "aree rurali".
«Un assessore non può liquidare questa problematica dicendo che questo risultato è frutto di un Accordo di partenariato tra Stato italiano e UE» – si legge nella nota a firma del consigliere del M5S che si domanda come mai nella scheda di misura del Programma di Sviluppo Rusale è indicato come localizzazione degli interventi l'intero territorio regionale e nel bando invece è stato tagliato fuori il capoluogo barocco e Taranto.
«L'assessore dovrebbe sapere che le misure atte a sostenere investimenti per la diversificazione delle attività agricole come gli Agriturismi sono legate al miglioramento e recupero di masserie ed edifici rurali» continua Casili ribadendo che sono tante le strutture preesistenti che non potranno accedere agli investimenti soltanto perché considerate erroneamente zone periurbane, mentre potranno farlo i giovani e gli agricoltori residenti in altri capoluoghi di provincia.
«I fatti non cambiano di una virgola – conclude – gli agri di Lecce e Taranto sono esclusi e ciò non può essere "bilanciato" dai benefici di cui godono i rispettivi territori provinciali. Come se Di Gioia dicesse: Taranto città non si lamenti, Manduria esplode di salute. Oppure: Lecce non protesti, su Castrignano del Capo piovono finanziamenti». Insomma, secondo il consigliere regionale l’assessore alle Risorse agroalimentari dovrebbe mettere mano a questa ingiustizia facendo correggere i parametri utilizzati e garantendo gli investimenti a tutti i territori pugliesi.
Per l’assessore di Gioia è fondamentale una corretta e chiara informazione ai giovani che volessero diventare imprenditori agricoli nei territori dei comuni di Lecce e di Taranto (e anche di Bari) «anche loro, aveva chiosato , potranno candidarsi alla Misura 6.1 per richiedere un contributo a fondo perduto di 40.000 € e un sostegno pubblico pari a 60% del costo degli investimenti che volessero realizzare in azienda. A questi si aggiunge la possibilità di ricevere formazione professionale a titolo gratuito. E' la dimostrazione del fatto che le opportunità non mancano di certo».
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