Applausi a Peschici, contestazioni a Taranto e Bari. Il viaggio di Matteo Renzi in Puglia

Dal bagno di folla a Peschici dove il premier Matteo Renzi ha incontrato i Sindaci dei paesi colpiti dall’alluvione delle scorse settimane alle proteste di Taranto e Bari dove il Presidente del Consiglio è stato contestato.

La prima tappa del viaggio in terra di Puglia del premier Matteo Renzi non poteva che cominciare dal Gargano, da Peschici per l’esattezza. Il Presidente del Consiglio atteso a Bari per l’inaugurazione della Fiera del Levante, ha voluto essere presente tra le popolazioni colpite dal nubifragio che nei giorni scorsi ha letteralmente messo in ginocchio soprattutto la zona del foggiano, incontrando personalmente i  Sindaci dei paesi maggiormente “feriti” dal maltempo.

«Il Gargano – ha dichiarato il Premier – non è chiuso per lutto, è aperto ai turisti ed è nelle condizioni di essere quel capolavoro di bellezza che è».  Poi ha rivolto un grazie alla Protezione civile e a chi ha prestato soccorso nell’immediato: «Questo è un elemento di forza straordinario. Di fronte alle emergenze -ha detto Renzi – ci sono due modi di reagire: mettersi seduti ad aspettare o rispondere tenacemente e con determinazione, come stanno facendo le popolazioni del Gargano. Il governo farà la sua parte ma da solo non sarà in grado di farcela se non incontra la forza dei cittadini». Se per le strade di Peschici, il Presidente del Consiglio è stato acconto tra gli applausi scoppiati soprattutto quando rivolgendosi ai presenti ha dischiarato che non li avrebbe lasciati soli, lo stesso “clima” non si è respirato a  Taranto, seconda tappa del tour dove ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori dell’Ilva. 

Ad accoglierlo un sit-in di una ventina tra operai e ambientalisti che hanno protestato al suo arrivo nella Prefettura urlando slogan e frasi. Alcuni agenti in assetto antisommossa si sono schierati per tenere sotto controllo il presidio e nonostante non siano mancati momenti di tensione perché alcuni dei manifestanti, che chiedevano di partecipare all'incontro, hanno cercato di superare lo sbarramento delle forze dell'ordine il tutto si è svolto senza particolari problemi. «Penso – ha detto l’ex sindaco di Firenze – che sarei stato un vigliacco se non fossi venuto qui dove abbiamo questioni molto importanti  da risolvere».

Poi è stata la volta di Bari. Nuova tappa, nuova contestazione. Anche nel capoluogo pugliese il Premier è stato “accolto” da una protesta dei no Tap che da sempre si oppongono alla realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline che porterà in Europa il gas dall’Azerbaigian. Più tardi, parlando a Bari, Renzi ha detto: «Non è pensabile che si blocchi un’opera pubblica che parte dall’Azerbaigian e che non può arrivare a Ventimiglia, ma deve arrivare qui. Noi siamo pronti a rispettare chi dice “No”, ma chi dice “no” non può dire “stop”. Parliamo di tutto senza problemi ma non si può dire «no» a un’opera così».



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