‘Il crocifisso di Salvini’, ecco il rosario fosforescente che non si spegne mai. L’invenzione di un trepuzzino trapiantato a Napoli

L’invenzione, al limite della blasfemia, mette accanto nello stesso rosario il Cristo e Alberto da Giussano. Vuole essere un segnale d’affetto per l’ex vice-premier anche se al momento non sembra avergli portato molta fortuna.

Per alcuni è stato sempre il “cazzaro verde” come lo definì a suo tempo Marco Travaglio, il direttorede Il Fatto Quotidiano.

Per altri “il capitano” che si è trasformato in ‘ il capitone’. Per molti, ormai, un leader politico “suonato” che ha perso la bussola facendo saltare nel momento sbagliato il contratto di governo con i grillini, un furbacchione che ha innescato la crisi di governo senza prevederne le ricadute e le consegueze, trasformandosi così da Principe del Viminale a semplice ranocchio dell’opposizione.

Ma, evidentemente, sono tanti ancora quelli che lo amano, lo stimano, gli vogliono bene, gli sono rimasti affezionati e credono che solo lui,  in un centrodestra privo di leadership, possa rappresentare l’alternativa al nascente governo giallo-rosso tra M5S e PD che potrebbe avere come premier il salentino Massimo Bray, ex presidente della Fondazione della Notte della taranta a attuale direttore generale della Treccani.

Non si può dire che Matteo Salvini non sia un politico che faccia discutere, che divida, anche se la furia francese contro Di Maio seguita dalla successiva ritirata spagnola delle ultime ore non ha sortito alcun effetto e lo ha reso vulnerabile.

Del resto la Lega, anche se secondo alcuni sondaggi è in discesa dopo le parole dell’ex-premier Giuseppe Conte nel discorso sulla sfiducia al Senato della Repubblica, è sempre il primo partito d’Italia, ben sopra il 30% dei consensi.

A chi gli rimprovera la commistione tra religione e politica, visto l’uso del crocifisso nei comizi delle piazze italiane, l’ex vice-premier risponde mostrandone la sua collezione e non perde occasione di sfilarne uno dalla sua tasca e baciarlo prima di iniziare o chiudere i suoi discorsi.

Un segno di fede? O addirittura, come ha detto l’ex presidente della commissione antimafia, il grillino Nicola Morra, un segnale in codice lanciato ai malavitosi calabresi?

Anche su questo la polemica monta e sui social, di cui Salvini con il suo fido Luca Morisi sembrano esserne padroni, ci si divide.

Tanti i contestatori e i denigratori, ma al tempo stesso tanti i sostenitori.

Ecco così che un trepuzzino ormai radicato a Napoli ha pensato di inventarsi il crocifisso di Salvini, un rosario fosforescente che mette insieme il Cristo e Alberto da Giussano. Una blasfemia, a detta di molti.

Un rosario che si accende e non si spegne mai” dice Valentino, che con questa trovata intanto ci fa i suoi guadagni visto che sembrano essere andate in esaurimento tutte le prime scorte.

Al momento tuttavia è innegabile che la trovata che vuole essere solo un sostegno morale per Salvini non abbia portato fortuna al Capitano, sempre più ai margini della risoluzione della crisi di governo. Aveva chiesto le elezioni ma le elezioni non ci saranno, salvo colpi di scena dell’ultima ora a cui bisogna sempre essere pronti viste le bizzarrie a cui ci ha abituato la politica di questi tempi.

Da numero uno della politica parlamentare degli ultimi 15 mesi, Matteo Salvini deve affrontare il rischio di essere cucinato a fuoco lento in un’opposizione che potrebbe durare l’intera legislatura. E il consenso, come dimostra la parabola dell’altro Matteo, quello toscano, il senatore Renzi, è volatile. Oggi c’è, domani non c’è più.



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