Dal Salento l’urlo di 54 sindaci:’Frecciarossa anche a Lecce, Trenitalia riveda le proprie idee’

Durante l’odierna assemblea dei sindaci è stato varato un documento in cui ben 54 sindaci chiedono a Trenitalia di rivedere i propri piani, includendo anche la tratta Bari-Lecce nel collegamento ferroviario che parte da Milano.

L’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Lecce “partorisce” un allegato – senza modifiche o emendamenti – votato all’unanimità dai 54 presenti aventi diritto. La richiesta? Semplice. Questo Frecciarossa a Lecce “s’ha da fare”. La decisione di Trenitalia, tesa ad avviare un collegamento Frecciarossa Milano-Bari, ma escludendo la tratta Bari-Lecce, ha determinato nella popolazione salentina un’immediata reazione. E, con essa, la contestuale mobilitazione dell’intero territorio. A sostegno dell’iniziativa, c’erano anche l'Europarlamentare Fitto, i parlamentari Franscesco Bruni, Rocco Palese, Salvatore Capone, Roberto Marti, Diego De Lorenzis, i consiglieri regionali Saverio Congedo e Mario Pendinelli, gli assessori regionali Loredana Capone e Salvatore Negro, nonché il Sindaco di Brindisi Mimmo Consales.

«Trenitalia riveda le proprie idee in merito all'economicità dell'investimento» – ha dichiarato l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, durante l’incontro tenutosi nell'aula consiliare della Provincia di Lecce. «L'economicità – ha aggiunto – non si misura, infatti, solo sull'immediato ma sugli sviluppi futuri che l'investimento può generare. Il Salento, d'altra parte, sta dimostrando ampiamente come i flussi turistici ed economici possano aumentare nell'arco di pochissimi anni proprio grazie alla presenza delle infrastrutture. Lo Stato ha dunque un debito verso questo territorio, un debito che va saldato qui e ora. Il Frecciarossa deve essere il primo elemento di questo saldo».

Tale tematica appare, peraltro, prioritaria anche rispetto alle diverse analisi tecniche di contesto che devono essere alla base della progettazione di collegamenti ferroviari. Necessario, infatti, stabilire – al di là dell’analisi dei costi, benefici e principi fondamentali per tutti i cittadini, evitando la nascita di nuove periferie.  “La scelta del Frecciarossa a Lecce, dunque, deve costituire una rivendicazione strategica del Salento”, si legge nel documento. “Una battaglia che interessa sia i singoli cittadini, sia la rappresentanza politica e della società civile”. Insomma, il “caso Frecciarossa a Lecce” potrebbe essere il primo di una lunga serie di decisioni finalizzate all’impoverimento infrastrutturale dell’intera area, e questo non va bene.

Volendo effettuare una corretta analisti per valutarne tecnicamente la sua reale utilità nel capoluogo salentino, “emergono considerazioni che rendono ingiustificabile le decisioni di Trenitalia di fermare il supertreno a Bari”. Stando infatti al “Piano Regionale dei Trasporti – Piano Attuativo 2015-2019”, infatti, i dati evidenziano la sussistenza di condizioni atte a prolungarne la percorrenza. Tra questi, il contesto demografico, unitamente all’esplosione del settore turistico (rimarcando i concetti sottolineati da Lorenda Capone). I dati di incoming, del resto, quasi impongono la predisposizione della linea. Tanto per rispondere ad una domanda potenziale del servizio, quanto a garantire mobilità e collegamenti. Lo chiede un intero pezzo di Puglia.

E tutto ciò nel giorno in cui, purtroppo, in via Capruzzi è saltato l'incontro tra il governatore Michele Emiliano ed il dirigente di Trenitalia, Michele Elia. “I vertici di Trenitalia non devono prendersi gioco del nostro territorio e dei pugliesi", commenta Dario Stefàno, senatore e coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia, alla notizia del rinvio del vertice previsto alle 17:00 di oggi a Bari tra Trenitalia e Regione Puglia. "La Regione Puglia ora reagisca – prosegue – non può accettare passivamente la cancellazione del vertice odierno sul Frecciarossa da parte di Trenitalia che, vorrei anche ricordare, è un concessionario dello Stato. Non consola, anzi fa rabbia dirlo, ma quanto avvenuto oggi lo avevamo abbondantemente previsto".

"Trenitalia si giustifica dicendo che prima preferisce essere audita dalla Commissione parlamentare il 29, ma non abbiamo l’anello al naso: la convocazione era già nota e la società ha disdetto a poche ore l'incontro fissato. Siamo perplessi, però, che la Regione ci comunichi la questione con un sobrio comunicato e senza battere ciglio”. Lo dichiara il presidente del Gruppo di Forza Italia, Andrea Caroppo.



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