Elezioni 2017, a Lecce centrodestra unito? Pala: ‘Serve una convention nel segno del rinnovamento’

Analizzati i dati delle ultime consultazioni elettorali, ora l’attenzione si sposta sulla partita delle elezioni del prossimo anno. A Lecce il centrosinistra sceglierà il candidato attraverso le primarie, mentre il centrodestra rischia di correre spaccato. Pala lancia l’appello.

Un dato emerso dalle ultime consultazioni elettorali delle scorse settimane sembra essere chiaro a livello nazionale: il centrodestra è in apnea forse come mai prima d’ora. E le suddivisioni interne di certo non aiutano a recuperare terreno sul Partito Democratico e il M5S. In pochissimi comuni l’area moderata si è trovata compatta e solo in questi comuni sono arrivati i risultati meno sconfortati. Per il resto è stata una debacle. Ora però, messe in archivio le amministrative 2016, ci si proietta già a quelle del prossimo anno, quando ci saranno altri milioni di italiani chiamati alle urne in molte città chiave. Su tutte c’è anche Lecce.
 
Paolo Perrone, dopo due mandati consecutivi, lascerà la poltrona di Primo Cittadino del comune barocco e per la sua successione la partita è aperta, anzi apertissima. Dato per scontato l’impegno solitario dei Cinque Stelle e le primarie tra le fila del centrosinistra (con Blasi e Marra pronti alla corsa, ma non si escludono nemmeno le ipotesi Dario Stefàno e Paolo Foresio), decisamente più spinosa è la situazione nel centrodestra. Tra fittiani, forzisti, nuove leve, giovani emergenti e piccoli movimenti, decifrare ad oggi quello che succederà nei prossimi mesi è davvero impresa ardua. Congedo, Monosi, Messuti, Marti: ad oggi sono questi i nomi che rimbalzano da Palazzo Carafa, ma per trovare una convergenza servirà davvero tanto sudore.
 
“Si sente sempre più parlare di dichiarazioni d'intenti volte a costruire un centrodestra unito in vista delle elezioni amministrative del 2017 – chiosa Giorgio Pala, presidente del movimento giovanile Carpe Diem – ciò che bisogna sottolineare però è quanto le medesime parole siano state spese già prima del turno elettorale di quest'anno, salvo poi portare ad un nulla di fatto tranne che nel comune di Gallipoli (dal risultato comunque catastrofico). Sarebbe dunque l'ora che tutti i dirigenti politici che si riempiono la bocca con la parola “rinnovamento” lo attuassero davvero, prima di essere travolti dall'ondata di civismo di centrodestra che ha portato alla ribalta il giovane sindaco di Nardò Pippi Mellone.
 
Si parla di programmi elettorali – scrive in una nota Pala – di liste pulite, di candidati validi, di unità della coalizione e di volti nuovi: mi pare strano però che le nostre decine di appelli ad una convention unitaria del centrodestra leccese siano rimaste inascoltate. Torniamo dunque a riproporre, con sempre maggiore forza e senza temere di essere ripetitivi vista la bontà d'animo delle nostre azioni, gli stati generali del centrodestra leccese, con un ordine del giorno che andiamo ad esplicare”.
 
Giorgio Pala ha le idee chiare su come si dovrà lavorare: ‘dobbiamo parlare di cosa si è fatto di positivo in quasi 20 anni di governo cittadino ma dobbiamo avere l'umiltà di capire in cosa si è sbagliato, su quali tematiche andava posta maggiore attenzione e su come riavvicinare una parte di elettorato che oggi non va più a votare. Dobbiamo elaborare come conseguenza un programma chiaro e semplice, con punti concreti e dal forte impatto, senza abbandonarsi alla più banale demagogia.
 
Dobbiamo coinvolgere tutte le sigle partitiche, mettendo da parte vecchi rancori ed unendo non soltanto i principali interpreti leccesi (CoR e Forza Itaia) ma anche i partiti più piccoli (da FdI e AP a Noi Con Salvini). Dobbiamo invitare tutti i movimenti civici, espressione più di un politico di riferimento che di un partito, che hanno fatto la nostra forza nel 2012 e che sono diventati fondamentali nel 2016: oggi a livello locale le liste civiche sono l'ossatura fondamentale e dobbiamo prendere esempio da quanto accaduto a Nardò, invitando il sindaco Mellone al tavolo organizzativo della convention.
 
Dobbiamo creare liste “vergini” accanto a quelle canoniche, senza candidati che siano già in politica, dando ai cittadini la possibilità di scegliere un'alternativa fresca rispetto alle solite facce. Dobbiamo avere il coraggio di rinnovare, senza la paura di proporre volti giovani e puliti che abbiano insita una genuina passione per la politica: la sfida con i grillini si vince categoricamente in questo modo.
 
Dobbiamo infine, come elemento essenziale, individuare un candidato sindaco (con le primarie se non si trova un accordo che convinca tutti coloro i quali siederanno al tavolo) che sia un fuoriclasse, che sia onesto e che sia una persona ben voluta da tutti i leccesi. Questo deve essere il manifesto del centrodestra leccese che sarà in grado di vincere ancora le prossime amministrative, un centrodestra coraggioso e conscio di avere come unico rivale credibile sé stesso’, conclude Pala.



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