Ex Lsu: due mesi assicurati, ma il futuro è¨ ancora incerto

Nuovo sit-in davanti alla Prefettura di Lecce, questa mattina. Protestano i lavoratori ex Lsu in attesa di sapere quale sarà il loro futuro lavorativo.

Presidio dei lavoratori ex Lsu, questa mattina, a ridosso della Prefettura di Lecce. L'incertezza del futuro attanaglia i protagonisti del sit-in. Dall'1 gennaio prossimo sarà la ditta tedesca Dussman a far proprio l'appalto. Ma una volta trascorso il 28 febbraio dovrà organizzarsi un altro tavolo col Ministero per capire se verranno investiti ulteriori fondi, così da aumentare i servizi ed evitare il dimezzamento degli stipendi.

L’ennesimo capitolo di una storia infinta. Non c’è pace per i lavoratori ex Lsu. Salta l’accordo tra Ministero e sindacati, sebbene entro il prossimo anno si cercherà di trovare quei fondi necessari ad incrementare i servizi. Gli addetti alle pulizie, però, vogliono vederci meglio, così hanno presidiato lo spiazzo antistante la Prefettura di Lecce, in via XXV Luglio, mediante un sit-in avvenuto questa mattina. Alla base sussiste un ritrattamento degli accordi da parte di CgilCisl Uil.  Le sigle sindacali avrebbero scelto di accordarsi col Ministero – assicurando solo due mesi di lavoro – anziché revocare l’appalto di esternalizzazione alla ditta tedesca Dussman. L’incertezza del futuro sta dunque allarmando non poco gli operatori delle scuole.

In sostanza, verranno impiegati più di 34 milioni di euro per garantire la proroga del dimezzamento degli stipendi (mantenendo altresì inalterate le attuali entità salariali). Sulla questione intervenne anche la deputata parlamentare salentina On.le Teresa Bellanova, grazie ad un emendamento divenuto oggetto di un tavolo presso la Presidenza del Consiglio. Quel che accadrà dopo febbraio, però, è tuttora incerto; esattamente quello che non vogliono i lavoratori.

Pare inoltre che il Ministro dell’Istruzione, Marco Filisetti, avrebbe confermato che dall’1 gennaio prossimo sarà la ditta Dussman a far proprio l’appaltomantenendo però viva la gara della Consip (società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze), con anche il conseguente taglio del capitolato di spesa intorno al 60%. I sindacati vorrebbero garantire le 35 ore lavoratori, ma per poter trasformare in realtà questo obiettivo c’è sempre bisogno del Ministero mediante l’investimento di ulteriori fondi. In tal modo aumenterebbero anche i servizi. 



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