Filobus. Il centrosinistra attacca e Peyla risponde

Strano siparietto questa mattina sul filobus che circola in città. Confronto a tre tra Loredana Capone, Carlo Salvemini e Gianni Peyla.

Una conferenza stampa itinerante sul filobus quella organizzata questa mattina da Loredana Capone e Carlo Salvemini. La candidata sindaco del centrosinistra e il candidato al Consiglio comunale hanno sciorinato dati, ma soprattutto contestato, per l’ennesima volta, l’opera che, dopo anni di stop, oggi vede circolare in città soltanto una delle tre linee. Una conferenza stampa particolarmente gustosa visto che, ad una delle fermate, è poi salito sul mezzo anche l’ex assessore alla Mobilità del Comune e presidente Sgm, oggi candidato con il Pdl, Gianni Peyla.

Più volte Salvemini ha denunciato che “il filobus in funzione è solo un simulacro dell’opera costata 23 milioni di euro di risorse pubbliche: 13 ministeriali, 7 comunali, 3 regionali. Ricordaimo che il progetto prevede tre linee e dodici veicoli: attualmente ne è attiva una sola linea, quattro mezzi sono fermi in officina, quattro ancora non consegnati e giacenti in Germania”.

Oggi il confronto con Peyla e l’esortazione da parte dei candidati a convocare una conferenza stampa “insieme al Sindaco e alla senatrice Poli – dice Salvemini – per spiegare ai leccesi che il filobus è utile alla città, e che è il suo è finanziariamente sostenibile per il nostro bilancio comunale; e smentire così le nostre asserzioni”.

Poi Carlo Salvemini scrive sul proprio profilo Facebook quanto affermato da Gianni Peyla “il filobus non so se sarà utile" oppure “"il filobus è stato uno scempio ma gli scempi ci sono anche in altre città". Con queste due chicche – scrive Carlo Salvemini – si è chiusa oggi la nostra conferenza stampa itinerante sul filobus. La politica è assunzione di responsabilità pubblica: noi oggi ci siamo incaricati di dire, ancora una volta, come stanno le cose, carte e dati alla mano. Aspettiamo che anche il centrodestra faccia altrettanto. Poi ognuno decida a chi dare fiducia”.

Arrivano poi, a mezzo comunicato stampa, la smentita di Peyla “Mi corre l’obbligo di smentire categoricamente quanto scritto da Carlo Salvemini sul suo profilo facebook a seguito della conferenza stampa, convocata dal centrosinistra questa mattina, su uno dei mezzi del filobus cittadino: non ho mai detto che "il filobus è stato uno scempio ma gli scempi ci sono anche in altre città". La filovia cittadina ha cominciato il suo esercizio solo da poco più di tre mesi, peraltro, per decisione dell’amministrazione comunale, gratuitamente. Quindi – precisa Peyla – una stima precisa dei fruitori non è tutt’ora possibile, sebbene, in base alle rilevazioni degli autisti, sappiamo che sui mezzi elettrici viaggiano circa 1200 persone al giorno, a differenza di chi continua a ripetere che il filobus viaggerebbe vuoto. La presenza degli utenti varia anche a seconda degli orari per cui in quelli non di punta ci sono comunque sempre fra le 5 e le 10 persone, mentre in quelli di punta anche più di 30 per corsa. Per quanto riguarda, poi, i costi di gestione, Salvemini e la Capone hanno presentato numeri che sono datati (addirittura del 2009!), mentre, più volte di recente, in veste di presidente di SGM, ho ripetuto che si aggirano intorno ai 350 mila euro. Quindi, niente a che vedere con le cifre a sei zero sparate stamattina!”

Infine, Gianni Peyla conclude “mi stupisco che, a differenza di altri, un amministratore pubblico che è vicepresidente della Regione, come la Capone, continui a ripetere che smantellerà il filobus, se verrà eletta. Così facendo, o prende in giro i suoi elettori conscia di farlo, oppure ignora – fatto ancora più grave – che con un finanziamento ministeriale in corso fino al 2018 non si può smantellare proprio nulla, né dopo si può modificare il progetto da come è stato approvato dal Ministero, deputando il mezzo ai collegamenti con la periferia. È paradossale anche il fatto che lei dica si sarebbero potuti comprare 79 bus a metano invece di realizzare il filobus, dimenticando, nella migliore delle ipotesi, che la legge 211/1992 finanziava mezzi ecocompatibili a struttura fissa, dai quali, mi pare evidente, siano esclusi i bus a metano”.

Schermaglie da campagna elettorale? Ma il filobus è ormai diventato il miglior campo di battaglia tra avversari politici.



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