Gasdotto a San Foca: anche per Vendola sarebbe un errore

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, si esprime contro il progetto Tap definendo la creazione del gasdotto a San Foca un ‘errore’.

Anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, considera l'approdo del gasdotto a San Foca "un errore", poiché influenzerebbe il luogo, definito tra i più belli d'Italia. Si attendono i risultati della Valutazione d'Impatto ambientale, in merito alla quale dovranno esprimersi anche da via Capruzzi. Interviene l'on. PD Teresa Bellanova: "Il Governo mantenga gli accordi". 

Si aggiunge la voce istituzionale di Nichi Vendola al coro unanime dei parlamentari salentini, i quali negli ultimi tempi non hanno affatto nascosto una sorta di scetticismo nei confronti del progetto Tap. Anche secondo il presidente della Regione Puglia la scelta di San Foca come approdo del gasdotto è "un errore", poiché l'opera potrebbe influire negativamente in "uno dei posti più belli d'Italia". I vertici della società però – che intendono portare a buon fine questa realizzazione dalle notevoli dimensioni – spiegano da sempre quanto l'indotto salentino potrebbe trarne beneficio, soprattutto in tema di occupazione. Per non parlare poi del governo italiano, favorevole al buon esito della trattativa; il 17 dicembre prossimo, infatti, il premier Enrico Letta volerà a Baku – capitale dell'Azerbaijan – per sottoscrivere l'accordo intergovernativo assieme anche a Grecia e Albania, così da concludere quel percorso che inizierà i lavori nel 2015. Numeri da capogiro: si parla di 10 miliardi di metri cubi all'anno, più la possibilità di arrivare a 20 nelle fasi successive.

"La valutazione energentica è di competenza esclusiva dello Stato" ha ricordato Vendola. Lo stesso governatore pugliese, in occasione della Fiera del Levante tenutasi a Bari, ricordò al Presidente Letta di ascoltare anche la voce del popolo che – come molti sanno – non sprizza gioia da tutti i pori davanti alla prospettiva di accogliere gas metano dall'estero. A breve dovrà emergere da via Capruzzi un parere obbligatorio, ma non vincolante, sulla nuova richiesta di Via (Valutazione Impatto Ambientale). Una consultazione di tutti gli attori del territorio che vogliono esprimersi sulla questione. Proprio prima delle festività natalizie avverrà un ulteriore confronto interistituzionale, forse anche alla presenza degli esponenti della società concessionaria. La politica salentina considera il metanodotto non conforme alla vocazione turistica del tacco d'Italia. Ragion per cui, gli ordini del giorno presentati  a Montecitorio contenevano questa e altre motivazioni al fine di modificare il punto di approdo del metanodotto. Il sottosegretario allo Sviluppo EconomicoCluadio De Vincenti, assicura che il processo è "ancora aperto" e "consulterà tutte le opzioni", anche quella "rimessa alla valutazione Via da parte della società proponente".

Il mio impegno perché le ragioni del territorio vengano ascoltate e la TAP modifichi parte del tracciato relativamente all’approdo a San Foca non può assolutamente essere messo in discussione”. Risponde in modo netto e chiaro Teresa Bellanova, parlamentare pd, al Comitato No-Tap, dopo la ratifica avvenuta in Parlamento dell’Accordo Italia-Grecia-Albania. “Ricordo che, contestualmente alla Ratifica dell’Accordo il Parlamentato ha discusso e approvato un Ordine del giorno a mia firma che impegna il Governo alla massima attenzione nei confronti del Progetto, e in ogni caso alla modifica dell’approdo. La popolazione di Melendugno ha detto no all’approdo a San Foca, e “no” all’approdo l’ho ribadito anch’io. L’ho detto a Melendugno, l’ho affermato nelle sedi parlamentari”. “Naturalmente”, prosegue Bellanova, “comprendo le paure e i timori delle popolazioni, ma l’Ordine del Giorno approvato è un segnale politico preciso e testimonia un’attenzione che non intendo far venire meno. Il lavoro non si ferma con la Ratifica dell’Accordo, che è solo la cornice di riferimento. La vigilanza e l’attenzione saranno altissime e, come ho già detto, farò di tutto perché in sede di Via il Governo e il Ministero tengano in conto l’indicazione che giunge dai territori”.



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