Il Filobus non parte? Il Comune restituisca i soldi

Il Cipe chiede al comune di Lecce le motivazioni per cui le altre due linee del filobus ancora non siano state avviate. E chiede di adeguarsi altrimenti potrebbe perdere i finanziamenti.

Nonostante l’avvio di una delle linee del filobus cittadino, il Cipe chiede lumi sulle motivazioni per cui le altre due non siano ancora state avviate. Palazzo Carafa è chiamato ad adeguarsi altrimenti potrebbe perdere il finanziamento. Oggi la Commissione Controllo e Garanzia con l'ing. Aversa.

Tre le linee previste per il filobus, due delle quali non sono ancora partite. Il problema risiede proprio nella mancata attivazione delle stesse. O partiranno o il Comune di Lecce sarà costretto a restituire ben 12 milioni di euro allo Stato. L’aut aut è stato imposto dal Comitato interministeriale per la programmazione economica , il Cipe, perché gli accordi per l’avvio dell’opera non sono stati rispettati. Una tegola pesante cade sull’Amministrazione di Palazzo Carafa. L’argomento scottante approderà, oggi, in Commissione Controllo e Garanzia alla presenza del dirigente comunale del settore Sergio Aversa che informerà sullo stato del servizio del filobus, sui ritardi e sui tempi di avvio, facendo riferimento alla delibera Cipe.

Il documento, che porta la firma del presidente del Consiglio, Mario Monti, fa riferimento ai finanziamenti di cui hanno beneficiato Roma, Verona e Lecce. Nel caso del Capoluogo salentino, dal Ministero è arrivata una prima sollecitazione per mettere in moto l’impianto in pre-esercizio e a cui palazzo Carafa rispose fissando il termine di giugno 2011. La Commissione di Alta vigilanza, poi, stabilì la data del 31 Luglio, dopo la quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrebbe avviato le procedure per la revoca del finanziamento. Da qui la relazione dettagliata del Comune leccese che indicava settembre 2011 come termine ultimo per garantire l’avvio delle corse.

Ad oggi, come si è detto, una sola è la linea funzionante, nonostante gli ulteriori solleciti arrivati da Roma. La documentazione sul filobus leccese è ora presso la Procura della Corte dei Conti.  Si aspettano segnali di fumo da palazzo Carafa.



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