Assunzioni alla Lupiae Servizi, l’interpellanza a Salvemini agita le acque. Progetto Città risponde a Puglia Popolare

Non è tardata ad arrivare in serata la risposta di Progetto Città alle forti critiche ricevute da Puglia Popolare dopo l’interpellanza rivolta dal consigliere Pierpaolo Patti al sindaco di Lecce.

“La confusione tra politica e gestione della Lupiae Servizi, nell’ultimo ventennio, ha cagionato gravi danni alla partecipata ed ai suoi dipendenti: tanto ci era chiaro che in campagna elettorale abbiamo più volte ripetuto che i partiti dovessero essere fuori dalla Lupiae”.

Non è tardata ad arrivare in serata la risposta di Progetto Città alle forti critiche ricevute da Puglia Popolare dopo l’interpellanza rivolta dal consigliere Pierpaolo Patti, insieme all’esponente del Pd Antonio Rotundo, al sindaco Carlo Salvemini in merito alle assunzioni dell’azienda che ha come unico socio il Comune di Lecce. Una risposta che è stata altrettanto piccata e che non si è fermata dinanzi alla soglia dell’accesa polemica tutta interna alla maggioranza.

Al coordinatore provinciale di Puglia Popolare Gigi Mazzei e al coordinatore cittadino Gigi Valente che si lamentavano sullo strumento dell’interpellanza, più adatto all’opposizione che a chi è al governo della città dal momento che per avere delucidazioni e chiarimenti sarebbe bastata una telefonata all’amministratore unico di Lupiae Servizi, Dino Pagliaro (che del partito di Massimo Cassano è uno dei più autorevoli esponenti a livello locale), Carlo Mignone, Marco Giannotta e lo stesso Pierpaolo Patti rispondono per le rime: “La nostra interpellanza era rivolta al sindaco non certo al dott. Pagliaro, con il quale non riteniamo necessario alcun incontro, dovendosi egli limitare ad eseguire l’indirizzo politico del sindaco, che lo ha nominato, ed il piano concordatario approvato dal Tribunale, ricordando sempre che vigilare è uno dei doveri di un buon amministratore”.

Va ricordato, infatti, che all’indomani della vittoria su Erio Congedo, il sindaco di Lecce, dopo aver costituito la Giunta e dopo aver indicato Carlo Mignone per la poltrona di presidente del Consiglio Comunale, decise di assegnare ad un esponente di Puglia Popolare la guida della Lupiae Servizi, la partecipata di città che negli ultimi anni aveva fatto tribolare i dipendenti e i conti pubblici. Da qui tutte le polemiche su assunzioni, assegnazioni, designazioni e retroscena.

Nessuna lezione, poi – dicono da Progetto Città – sullo spirito di maggioranza a cui Puglia Popolare fa riferimento nel suo comunicato, uno spirito che sarebbe stato minato dall’interpellanza ritenuta eccessivamente ‘cavillosa’: “Fa riflettere il richiamo proprio allo spirito di maggioranza, più volte invocato con forza proprio da noi nella costruzione delle scelte amministrative e strategiche per il bene della nostra città e dei nostri concittadini, unici obiettivi della nostra azione politica’.

E da ultima non è mancata la stilettata sui numeri. A Puglia Popolare che ricordava di essere stata determinante nelle vittorie del centrosinistra al Comune di Lecce, alla Provincia e alla Regione, i tre esponenti di Progetto di Città – da qualche tempo non troppo in sintonia con il sindaco e con la maggioranza – scelgono di non glissare ricordando a Valente che a Palazzo Carafa siede solo soletto tra i banchi mentre loro sono in tre. Ed il rapporto di forza è presto fatto…

La situazione della Lupiae Servizi – dicono Patti, Giannotta e Mignone – è ancora grave. Va tenuta monitorata per evitare gli sconfinamenti della politica: ‘Abbiamo chiesto e, grazie alla procedura concordataria per il momento ottenuto, un tempo nuovo per la partecipata, fatto di trasparenza, indipendenza ed economicità. A chi fanno paura le interpellanze? Chi ha paura della discussione pubblica? Chi non condivide i caratteri di imparzialità e indipendenza nella gestione di una società che ha puntato la propria salvezza sui lavoratori dal salario più basso?”.



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