L’edilizia salentina sfida la crisi davanti al cantiere del nuovo ‘Fazzi’: il 18 luglio tutti a Roma

Davanti alla cancellata del cantiere che ospiterà il plesso del nuovo ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce, i sindacati salentini delle costruzioni annunciano che il prossimo 18 luglio saranno a Roma durante una manifestazione nazionale unitaria.

La scelta del posto, effettuata per esporre le proprie ragioni alla stampa (ad oggi, probabilmente, mai utilizzato in circostanza ufficiali), non appare affatto casuale. Anzi, risulta contestuale – e più in generale perfettamente collocabile – all’interno di un panorama lavorativo, quello edile, che più di altri soffre l’attuale crisi economica. Al centro dell’incontro odierno dunque, tenutosi davanti alla cancellata del cantiere che in futuro ospiterà un nuovo plesso dell’Ospedale “Vito Fazzi”, previdenza sociale e regolarità. «Con oggi, siamo infatti alla terza richiesta di incontro che inoltriamo al Direttore generale della Asl di Lecce – spiega Alessio Colella, segretario generale FILLEA CGIL Lecce – abbiamo già inviato unitariamente due richieste scritte per un incontro urgente: il 21 novembre 2014 e il 12 marzo 2015, al fine di analizzare congiuntamente l’andamento del cantiere per la costruzione del nuovo plesso dell’Ospedale. Eppure, nessuno ci ha mai degnato di una risposta. Speriamo che questa sia la volta buona».  

Colella sottolinea quanto i grandi cantieri di importanza strategica necessiterebbero, di norma, di una contrattazione preventiva nell’interesse degli operai che vi lavorano. «È infatti auspicabile – sottolinea – che nel momento in cui viene avviato un cantiere di tali dimensioni e importanza, che l’ente appaltante convochi le organizzazioni sindacali di categoria e che con esse si determinino i criteri sulla sicurezza nel cantiere e, più in generale, sull’organizzazione del lavoro». L’occasione, inoltre, è stata propizia per annunciare un’altra notizia: le sigle leccesi di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil porteranno le loro richieste all’attenzione del governo nazionale durante la manifestazione nazionale unitaria del prossimo 18 luglio a Roma. “Oggi X domani" lo slogan dell’evento, che verrà concluso dai segretari generali di categoria e dai segretari generali delle confederazioni Camusso, Furlan, Barbagallo, a partire dalle ore 10.00 in piazza SS Apostoli.

Gli argomenti spaziano, ruotando a 360 gradi. «Approfittiamo della conferenza stampa, quindi, per riprendere le questioni riguardanti altri cantieri importanti», aggiunge Colella. «Accogliamo positivamente la notizia dell’approvazione da parte del Governo nazionale al progetto di variante della Regionale 8, tratto che collegherà Lecce a Melendugno, ma vogliamo evidenziare che oggi la nostra preoccupazione è rivolta ai tempi di approvazione del progetto esecutivo pertanto auspichiamo che ciò avvenga quanto prima possibile». Un accenno anche alla protesta avvenuta ieri, a ridosso della Prefettura, circa i lavori sulla strada provinciale Maglie-Otranto. Ed infine, due parole riguardanti l’ormai famosa 275 Maglie-Leuca:«Siamo convinti dell’importanza dell’opera, soprattutto per la necessità di mettere in sicurezza quel tratto di strada e poi per migliorare radicalmente la viabilità di quell’area, e chiediamo che si intervenga in maniera decisa e consapevole rispetto all’avvio. Quel cantiere, tra l’altro, – conclude – potrebbe dare lavoro, sia diretto che di indotto, a centinaia di persone».

E riguardo all’ex Liceo Musicale “Tito Schipa” di Lecce? Il recupero dell’ex liceo musicale “Tito Schipa” di Lecce, su viale dell’Università, di cui è committente la Provincia di Lecce per un importo di 1 milione 545 mila euro. La progettazione dei lavori risale a marzo 2010 e l’appalto è stato assegnato a giugno 2010. L’aggiudicazione dei lavori (il progetto prevede il riutilizzo dell’immobile come contenitore culturale a disposizione delle istituzioni e del mondo associativo salentino, ndr) è avvenuta dopo un ricorso al Tar e il cantiere è stato aperto nell’aprile 2011. I lavori avrebbero dovuto essere terminati entro agosto 2012, ma ad oggi non se ne sa ancora nulla. «Sappiamo che il cantiere ha subito forti ritardi nello stato di avanzamento dei lavori a causa della morsa del patto di stabilità – dice Colella – ma non è più accettabile assistere alla sospensione, per anni e anni, di lavori già finanziati».

Colella commenta anche gli ultimi dati INAIL relativi al 2013, che attestano una diminuzione degli incidenti sul luogo del lavoro. In realtà, si tratta di dati ufficiali che non tengono conto di alcuni dettagli:«Una parte di loro rientrano in quelle partite Iva (in molti casi si tratta di lavoro dipendente mascherato) che popolano i dati della Camera di commercio di Lecce, facendoci arrivare, in questi anni, ai primi posti in Italia come numero di “imprese individuali” proprio nel settore delle costruzioni; o se, peggio ancora, abbiano ingrassato le file del lavoro nero e grigio».

Donato Congedo invece, segretario FILCA CISL Lecce, illustri alcuni numeri che confermano la grave situazione economica del settore edilizio:« Rispetto a sei anni fa, a livello nazionale, siamo quasi al dimezzamento del numero degli operai e delle imprese, addirittura oltre per la massa salari». Salvatore Listinge di FENEAL UIL Lecce si sofferma sui provvedimenti, definiti inadeguati, del governo nazionale:«I lavori non sono tutti uguali e non può esserlo nemmeno l’età pensionabile. Quelli del settore delle costruzioni sono lavori gravosi e non sostenibili fisicamente una volta superata una certa età. Per questo  chiediamo di ridurre l’età pensionabile, consentendo uscite flessibili e senza penalizzazioni a chi svolge mansioni pesanti, come gli edili e i cavatori, che per poter avere uno straccio di pensione sono costretti a stare sulle impalcature o in cava fino a 67 anni, con rischi per la vita, come confermano i dati in crescita di infortuni gravi e mortali tra gli over 60».

Insomma, occorre rafforzare la lotta ad irregolarità, lavoro nero e corruzione. Serve una nuova legge sugli appalti e la revisione della norma sul Durc on-line. Regole più forti e maggiori controlli, a partire da quelli sulla sicurezza, in un settore che drammaticamente sta pagando un tributo di sangue e morti intollerabile. Richieste che i lavoratori e i sindacati delle costruzioni rilanceranno al governo urlando a gran voce nelle sedi romane.